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LAVORI PUBBLICI

Appalti pubblici, direttive UE subito applicabili

di Rossella Calabrese

In attesa del testo unico De Lise, alcune norme comunitarie entreranno in vigore tra qualche settimana

Vedi Aggiornamento del 25/01/2006
12/01/2006 - È stata nuovamente esaminata nel pre-consiglio dei Ministri del 10 gennaio scorso la bozza del Codice degli appalti pubblici messa a punto dalla commissione presieduta da Pasquale De Lise. È pressoché certo che il nuovo Testo Unico non sarà pronto entro il 31 gennaio 2006 (termine ultimo per il recepimento delle direttive europee 2004/17 e 2004/18); tuttavia dal 1° febbraio 2006 alcune disposizione contenute nelle direttive entreranno in vigore. Le stazioni appaltanti dovranno dunque cimentarsi direttamente con la nuova normativa europea in materia di affidamenti di lavori, servizi e forniture, in attesa della legge nazionale. Dal 1° febbraio dunque le direttive entreranno automaticamente in vigore, senza però gli istituti più innovativi, il cui recepimento è facoltativo per gli Stati membri. Secondo l’orientamento della giurisprudenza comunitaria e costituzionale, le disposizioni delle direttive europee contenenti una disciplina molto dettagliata sono ritenute di immediata applicazione perché escludono la discrezionalità degli Stati in fase di attuazione. Gli istituti previsti dalla Direttiva 2004/18 il cui recepimento è facoltativo e che, quindi, quasi certamente non saranno applicati subito, sono il dialogo competitivo (art. 29), gli accordi quadro (art. 32), i sistemi dinamici di acquisizione (art. 33), il ricorso alle aste elettroniche (art. 54) e altre norme collegate ad essi. Di difficile applicazione immediata sono poi le norme riguardanti le cause di esclusione (art. 45) e quelle sul cosiddetto “avvalimento” dei requisiti nell'ambito dei sistemi di qualificazione delle imprese. Potrebbero essere immediatamente applicate, invece, alcune nuove disposizioni, come quelle che consentono che la procedura negoziata con pubblicazione di un bando di gara si svolga in fasi successive per ridurre il numero di offerte da negoziare (art. 30), quelle sulle modalità di redazione e pubblicazione di bandi e avvisi di gara (art. 36 comma 4), sugli avvisi di preinformazione (art. 36 comma 5), sulla prova della pubblicità effettuata (art. 36 comma 8) e sui termini di ricezione delle domande di partecipazione e di ricezione delle offerte (art. 38). Di immediata applicazione è anche la norma sulla richiesta dei requisiti di partecipazione relativi all'indicazione delle misure di gestione ambientale che l'operatore economico potrà applicare durante la realizzazione dell'appalto (art. 48); sulla possibilità di fare affidamento sui requisiti di altri soggetti da parte di colui che partecipa alla gara (at. 48); sui criteri di ponderazione relativa dei criteri scelti per determinare l'offerta economicamente più vantaggiosa (art. 53); sull'in-house. È integralmente applicabile dal 1° febbraio anche la nuova disciplina delle concessioni di lavori pubblici (articoli da 56 a 65) e quella sui concorsi di progettazione. Il testo sarà discusso dal Consiglio dei Ministri domani 13 gennaio e sarà al più presto disponibile su Edilportale.com.
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