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Superbonus 110%, la riqualificazione globale non può essere un intervento trainato
RISPARMIO ENERGETICO Superbonus 110%, la riqualificazione globale non può essere un intervento trainato
NORMATIVA

Il Comune può respingere un piano di lottizzazione

di Rossella Calabrese

Pur in conformità al Prg, possono prevalere motivazioni politiche

Vedi Aggiornamento del 05/11/2007
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30/01/2006 - Con la sentenza n. 114 dell’11 gennaio 2006, il Tar Puglia Lecce ha ritenuto legittima la delibera di Consiglio comunale di Taranto che respinge un piano di lottizzazione, pur conforme al Piano regolatore, per via del contrasto con le sopravvenute scelte di politica urbanistica che vanno nella direzione di frenare l’espansione urbana e di riqualificare l’esistente a causa della mancata crescita demografica della città. La vicenda inizia con il ricorso al Tar contro l’inerzia del Comune, da parte dei proprietari di un’area destinata a funzioni terziarie e commerciali, che avevano presentato un piano di lottizzazione. La pronuncia dei giudici amministrativi è stata di accertamento degli obblighi del Comune. Il Comune ha, quindi, respinto il piano di lottizzazione presentato, con motivazioni di carattere politico; il nuovo ricorso al Tar si è concluso a favore dei proprietari perché – secondo i giudici – i motivi politici non erano sufficienti a giustificare il diniego, ma occorreva dimostrare l’esistenza di motivi tecnico-giuridici. Ma nuovamente il Comune ha deliberato non approvando il piano; in questo caso però il Tar – con la sentenza in oggetto - ha dato ragione agli amministratori accogliendo la tesi che le scelte urbanistiche sono sufficienti a motivare il diniego ad un piano pur conforme al Prg. Il Comune, infatti, aveva deciso di limitare l’espansione urbana e di privilegiare la riqualificazione piuttosto che le nuove edificazioni, anche a causa della crescita demografica inferiore a quella stimata all’epoca della redazione del Prg. L’approvazione non è – spiega il Tar – un atto dovuto, perché il Comune “conserva intatta la sua discrezionalità valutativa perché ad esso specifiche norme attributive del potere devolvono il compito di conciliare l’interesse urbanistico generale con quello allo sfruttamento edificatorio della proprietà dei suoli da parte dei privati”. Tuttavia, ciò significa anche che il Consiglio comunale ha il potere di disattendere, con le proprie delibere e non con una variante, le prescrizioni contenute nel Prg; di conseguenza gli operatori non possono avere la certezza dell’approvazione di un piano attuativo pur conforme allo strumento urbanistico generale.

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