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Modifiche al Codice Urbani: iniziato l’esame alla Camera

di Rossella Calabrese

In commissione Cultura il nuovo testo: no al silenzio-assenso sui beni culturali e corso di laurea per restauratore

Vedi Aggiornamento del 12/03/2008
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27/01/2006 - Nella seduta di martedì 24 gennaio, la Commissione Cultura della Camera ha iniziato l’esame dello schema di decreto legislativo recante correzioni e integrazioni al Codice di beni culturali e del paesaggio (DLgs 42/2004), in relazione ai beni culturali. Il provvedimento, ricordiamo, era stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il 18 novembre 2005. Lo schema di decreto è stato assegnato alla commissione, su richiesta del Governo, nonostante la Conferenza unificata non abbia ancora espresso il parere, per cui la commissione, su disposizione della Presidenza, si pronuncerà solo dopo che il Governo avrà provveduto a trasmettere il suddetto parere. Il relatore Orsini ha spiegato che le modifiche che si intendono apportare sono di entità limitata, segno della validità complessiva dell'impianto normativo del Codice Urbani. I più significativi interventi correttivi riguardano le norme in materia di silenzio-assenso nelle procedure di verifica dell'interesse culturale (art. 12) e la formazione professionale dei restauratori (art. 29). Riguardo al primo tema, il nuovo testo esclude definitivamente qualsiasi forma di silenzio-assenso nelle procedure di verifica dell'interesse culturale; il silenzio-assenso sui beni culturali erano state fortemente contestate da più parti in occasione del varo del Codice. In tema di formazione dei restauratori, le modifiche sono finalizzate al riconoscimento della tradizione italiana del restauro; in particolare, mirano ad attribuire valore di esame di Stato all'esame conclusivo dei corsi di restauro svolti presso le “scuole di alta formazione e di studio” e a equiparare il titolo rilasciato alla laurea di secondo livello. Tale modifica confermerebbe quanto disposto dall'articolo 7, comma 1, del D.M. 294/2000 (Regolamento concernente individuazione dei requisiti di qualificazione dei soggetti esecutori dei lavori di restauro e manutenzione dei beni mobili e delle superfici decorate di beni architettonici). Altra novità introdotta sarà la promozione di accordi con le Università per la creazione centri di ricerca in materia di restauro e per l’attivazione di corsi di alta formazione sul restauro. Un ulteriore intervento (sull’art. 6) consiste nell’introdurre la specificazione che “la valorizzazione costituisce una funzione pubblica di rilievo costituzionale, attesa la sua finalizzazione allo sviluppo della cultura, e che pertanto il suo esercizio si sottrae ad ogni valutazione di opportunità formulata in base ad esclusivi criteri di redditività economica”, anche per rispondere alle accuse dell’opposizione che sosteneva l’orientamento dell'attuale maggioranza a subordinare la tutela dei beni culturali allo «sfruttamento» economico. La commissione Cultura proseguirà l’esame del testo, discutendo anche delle proposte di modifica in tema di collaborazione tra Stato e Regioni nella redazione dei piani paesaggistici.

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