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Accessibilità e recupero di opere architettoniche
ARCHITETTURA

Accessibilità e recupero di opere architettoniche

di Roberta Dragone

Scelto il vincitore della competizione nazionale under 30

08/02/2006 – Premiato il progetto vincitore del “Concorso per progetti di riqualificazione delle opere architettoniche, volti a favorire l’accessibilità e la fruibilità ad una utenza ampliata”, competizione nazionale di progettazione architettonica under 30 indetta lo scorso anno dalla Camera dei Deputati. Il progetto porta la firma dello Studio Associato “GQuadro” Laboratorio di Architettura Urbanistica & Design degli architetti Gabriele Di Nunzio e Giovanni Mattucci, con sede in Santa Maria Imbaro. Il bando richiedeva la progettazione di interventi di conservazione di beni immobili appartenenti allo Stato, alle Regioni o ad altri Enti pubblici territoriali, che prevedessero l’applicazione dei principi di accessibilità al fine di garantirne la fruibilità ad una utenza ampliata. Il progetto risultato vincitore del concorso ha individuato l’oggetto di un simile intervento nell’Abbazia di San Giovanni in Venere, ubicata nel Comune di Fossacesia in provincia di Chieti. Lo studio GQuadro ha motivato la scelta del sito sul quale intervenire evidenziando la limitata accessibilità del complesso monastico, che pur vanta un considerevole flusso di visitatori alla luce delle sue indiscusse qualità architettoniche. Diversi anni fa – spiegano i progettisti – nel tentativo di superare i problemi di accesso ai diversamente abili, fu installata sulla scalinata esterna una passerella in acciaio che sarebbe servita al superamento del dislivello tra il prato antistante la Chiesa e la terrazza prospiciente il Portale della Luna, ovvero l’ingresso Nord dell’Abbazia. Ma la soluzione si sarebbe rivelata poco funzionale a causa di disfunzioni tecniche, oltre che esteticamente discutibile. Di qui la decisione della successiva rimozione. L’idea progettuale proposta dagli architetti Di Nunzio e Gattucci consiste in un duplice percorso, sia verticale che orizzontale, che sfrutta il dislivello esistente tra l’ingresso stesso e il terreno sottostante: una torre ascensore completamente distaccata dalla struttura esistente ed una passerella ferro-legno (unico contatto tra il vecchio e il nuovo) conducono direttamente alla terrazza prospiciente il Portale della Luna. Il vano ascensore è costituito da gabbie di acciaio, riempite da pietre locali tagliate irregolarmente, il tutto allo scopo di rendere l’intervento meno impattante ed invasivo nei confronti della Chiesa. “Altra particolarità del progetto – si legge nella relazione descrittiva - è rappresentata dall’essere eventualmente rimovibile, senza quindi, lasciare segni tangibili sul monumento. Il progetto è completato da un percorso per non vedenti, ipovedenti e sordi, assicurato da una pavimentazione ad hoc (D.P.R. 24 luglio 1996 n. 503) ed un corrimano che borda il muro a sacco esistente, per poi finire la sua corsa sulla scalinata posteriore esistente”. www.gquadro.com
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Altri commenti
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Alessandro Daino

i miei complimenti ai progettisti, anche se bisogna precisare che gli architetti Gabriele Di Nunzio e Giovanni Mattucci non sono gli unici vincitori del concorso (come si lascia intendere dall'articolo), bensì il loro gruppo è stato uno dei 20 gruppi di progettazione scelti quali vincitori da una apposita commissione della Camera dei Deputati