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Università di Siviglia: Zaha Hadid firma la nuova biblioteca
ARCHITETTURA

Università di Siviglia: Zaha Hadid firma la nuova biblioteca

di Roberta Dragone
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Complesse forme geometriche e tecniche innovative catturano la giuria e portano sul podio l’architetto anglo-irachena

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22/02/2006 – Un edificio all’avanguardia, il cui carattere innovativo diventa al tempo stesso sinonimo di rischio per le difficili tecniche di realizzazione di cui necessita; un’architettura complessa le cui forme geometriche si allontanano dalle classiche linee euclidee dando vita ad una struttura in movimento. Si tratta del progetto per la nuova biblioteca dell’Università di Siviglia con cui Zaha Hadid è risultata vincitrice del concorso internazionale di progettazione. La struttura sorgerà nei giardini del Prado di San Sebastián, in linea con il viale di Diego de Riaño. Elemento peculiare del progetto di Hadid è la complessità delle geometrie, che hanno guidato l’architetto di origine irachena verso soluzioni e tecniche di elevata innovazione. In occasione della presentazione ufficiale del progetto, l’architetto Ricardo Bofill ha spiegato come la decisione della giuria, sebbene combattuta data l’ “altissima qualità” degli altri progetti – al secondo posto Guillermo Vázquez Consuegra ex aequo con Antonio Cruz e Antonio Ortiz, e al terzo posto Dominique Perrault - sia stata comunque unanime: “Senza voler dire che questo progetto sia migliore degli altri, l’Università preferisce puntare su una proposta totalmente innovatrice, per l’estetica, la tecnica, le geometrie e le soluzioni energetiche”. L’edificio è sorretto da quattro grandi piloni per dare spazio e trasparenza verso il parco. All’interno altri edifici si appoggiano a ponte. La struttura si ergerà su una linea orizzontale parallela al viale di Diego de Riaño ed occuperà una superficie si 8mila metri quadrati, dei quali 5mila saranno quelli utili complessivi. Sviluppandosi su 130 metri di lunghezza, la nuova biblioteca si aprirà al parco del Prado ad altezze diverse raggiungendo il punto più elevato a 25 metri. Si tratta di un progetto che richiede modalità di costruzione non tradizionali, un lavoro di calcolo e di precisione non comune, nonché un’impresa in grado di realizzarlo. E questo è stato da subito chiaro ai membri della giuria. L’edificio si sviluppa su quattro piani. Il sotterraneo ospiterà un parcheggio con 75 posti auto; a piano terra troveranno spazio una sala conferenze, un bar ed altre aree aperte al pubblico. Primo e secondo piano ospiteranno il Centro di Ricerca dell’Università di Siviglia (CRIUS), la Fototeca d’Arte, altre aree per la ricerca e per la consultazione di audiovisivi e nuove tecnologie, ed ampie sale di lettura per 600 utenti. “I due piani superiori – spiega l’architetto Bofill – si muovono attorno ad un asse centrale connesso all’interno con tutti gli altri spazi”. Il risultato è la sensazione di movimento dell’edificio. “Le pareti e i soffitti si muovono - continua Bofill – Solo i pavimenti, su linee orizzontali, non trasmettono movimento”. Insieme alla complessità delle linee geometriche, sostenibilità, energia e “pelle” dell’edificio sono le parole chiave utilizzate da Bofill per individuare le peculiarità del progetto. La facciata sarà infatti realizzata con un “cemento speciale”, la cui particolare consistenza consentirà di adattarlo alle avveniristiche forme geometriche di un edificio concepito in senso di tridimensionalità e di evoluzione nello spazio. L'inizio dei lavori è previsto tra la fine dell'anno e gli inizi del 2007.
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