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GEOTECNICA

Accordo Anbi - Protezione civile su rischio idrogeologico

di Rossella Calabrese

Una task force si occuperà della creazione di una rete di sicurezza

Vedi Aggiornamento del 21/11/2007
16/02/2006 - È stato siglato nei giorni scorsi a Roma un accordo tra la Protezione Civile e l'Associazione nazionale bonifiche e irrigazioni (Anbi) per la creazione di una rete di sicurezza contro il dissesto idrogeologico. Per far fronte al costante pericolo di frane e alluvioni che affligge la quasi totalità del territorio italiano, nascerà una vera e propria task force che opererà per la prevenzione, avvalendosi delle informazioni che l’Anbi metterà a disposizione della Protezione Civile. In Italia circa il 70% dei comuni è a rischio, e addirittura Valle d'Aosta, Umbria e Calabria hanno il 100% del proprio territorio a rischio idrogeologico, a causa della cementificazione selvaggia, dell'antropizzazione dei litorali e della sempre maggiore fragilità dell'entroterra. Ma notevoli sono anche i danni economici conseguenti a questa situazione: tutelare il territorio richiederebbe 39 miliardi di euro, a fronte dei 5 attualmente stanziati. La rete gestita dai consorzi di bonifica, costituita da opere di scolo idraulico su 7 milioni di ettari, oltre 92.000 chilometri di canali di bonifica e 754 idrovore con una potenza di circa 430mila kWh, è fondamentale per garantire la sicurezza del territorio, ma necessita di manutenzione e ammodernamento per mantenere le indispensabili condizioni per lo sviluppo sul territorio italiano sul quale, nel decennio 1990-2000, la Superficie Agricola Utilizzata (S.A.U.) si è ridotta di oltre un milione e ottocentomila ettari.
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