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LAVORI PUBBLICI

Testo Unico degli appalti: sprint finale alle Camere

di Rossella Calabrese

Ma le Regioni hanno espresso un parere fortemente negativo

Vedi Aggiornamento del 28/07/2006
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15/02/2006 – È giunto alle battute finali il nuovo Codice degli appalti pubblici . Il decreto legislativo che, come noto, attua le direttive comunitarie 2004/17 e 2004/18 in materia di appalti pubblici di lavori, forniture e servizi, è oggi all’esame delle Commissioni Lavori pubblici di Camera e Senato, che hanno tempo fino al 15 marzo per esprimersi (i pareri di natura consultiva su atti del Governo possono essere espressi anche a Camere sciolte). Sul testo, elaborato dalla Commissione De Lise e approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il 13 gennaio scorso, si sono già espresse le Regioni con un parere fortemente negativo. È atteso in questi giorni anche il parere del Consiglio di Stato. Ricordiamo che il termine per il recepimento delle direttive da parte degli Stati membri è scaduto il 31 gennaio scorso; tuttavia alcune disposizioni contenute nelle direttive (quelle cosiddette self executing) sono comunque entrate in vigore il 1° febbraio 2006. Il recepimento delle direttive europee è diventato l’occasione per riscrivere gran parte della normativa italiana in materia di appalti pubblici, al fine di garantire – secondo l’esecutivo – maggiore trasparenza e semplificazione, ma anche maggiore libertà per gli operatori economici. Le Regioni, nel parere emanato il 9 febbraio scorso, esprimono grande preoccupazione e forte contrarietà al testo proposto, in primo luogo per il mancato coinvolgimento degli enti locali nella stesura del Testo. La legge delega - si legge nel parere della Conferenza unificata - impone il recepimento delle direttive senza apportare sostanziali innovazioni. Al contrario, il Codice prevede innovazioni come, ad esempio, l’estensione agli appalti di forniture e servizi sotto soglia dell’ambito di vigilanza dell’Authority sui lavori pubblici, mentre la direttiva 18/2004 si applica solo agli appalti sopra soglia. Le Regioni denunciano, inoltre, violazioni costituzionali in materia di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. infine il Testo – rilevano le Regioni - riconosce lo Stato quale unico soggetto titolato a normare il settore degli appalti pubblici, in aperta contraddizione con una ormai consolidata interpretazione dell’art. 117 che riconosce anche alle Regioni potestà legislativa nel settore. Puntuali osservazioni sono state formulate su molti degli articoli del Testo unico.

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