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NORMATIVA

Beni tutelati: sarà obbligatoria la relazione paesaggistica

di Rossella Calabrese

Dal 31 luglio la richiesta di nullaosta conterrà fotografie dello stato dei luoghi, rendering del progetto, motivi delle scelte

Vedi Aggiornamento del 29/01/2008
08/02/2006 - Scatterà il 31 luglio prossimo l’obbligo di allegare una dettagliata relazione paesaggistica alla domanda di autorizzazione necessaria per gli interventi in aree vincolate. I criteri di redazione della relazione paesaggistica, prevista dal Codice dei beni culturali e del paesaggio (art. 146, comma 3 del D.Lgs 42 del 22 gennaio 2004) sono contenuti nel Dpcm del 12 dicembre 2005, pubblicato sulla GU del 31 gennaio scorso. La relazione servirà alle amministrazioni competenti (Regioni o comuni delegati), a valutare la compatibilità del progetto proposto con i valori paesaggistici dell’area in cui gli interventi dovrebbero inserirsi. È prevista la possibilità per le Regioni di integrare i contenuti della relazione paesaggistica e, previo accordo con il Ministero competente, di semplificare i criteri di redazione e i contenuti della relazione per le diverse tipologie di intervento. Se tali accordi verranno stipulati prima del 31 luglio 2006, l’obbligo di allegare la relazione scatterà al momento della stipula. Per quanto concerne il contenuto, l’allegato del Dpcm richiede che la relazione sia composta dalla documentazione tecnica e dagli elementi utili per valutare la compatibilità paesaggistica. La prima parte è costituita dagli elaborati di analisi dello stato di fatto e dagli elaborati di progetto. Lo stato dei luoghi deve essere accuratamente descritto attraverso estratti cartografici, sintesi delle vicende storiche, e indicazione dei livelli di tutela e della presenza di beni culturali. È richiesta la rappresentazione fotografica, anche da punti panoramici, dell’area di intervento e del contesto, nonché la rappresentazione dei prospetti e degli skylines. Il progetto invece dovrà essere corredato da un testo che spieghi i motivi delle scelte operate e la loro coerenza con gli obiettivi di tutela paesaggistica. Tra gli elementi per la valutazione, la relazione deve contenere elaborati di foto modellazione realistica, ovvero il rendering del progetto che mostri la simulazione dello stato dei luoghi a seguito della trasformazione. Occorrerà anche indicare le opere di mitigazione visive e ambientali previste e le eventuali misure di compensazione (sempre necessarie per le opere di grande incidenza). Per le opere di grande impegno territoriale (complessi edilizi, impianti energetici, dighe, infrastrutture, discariche, ecc), la relazione dovrà contenere anche fotografie degli skylines dai punti di inter-visibilità, documentazione relativa a soluzioni adottate per interventi analoghi in aree simili e rendering del progetto. I suddetti elaborati sono previsti anche per i progetti di impianti eolici, per i quali saranno pubblicate Linee Guida ministeriali che specificheranno l’ulteriore documentazione progettuale da allegare. Dpcm 12 dicembre 2005 – Criteri di redazione della relazione paesaggistica
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Altri commenti
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Ing. Edoardo Boscarino

Non capisco come mai quando il legislatore obbliga un professionista (anche giustamente) ad una maggiore prestazione, non parla mai di un eventuale compenso aggiuntivo sull'onorario. In Italia 40 anni fa un professionista lavorava senza quasi fare riferimento a norme tecniche e percepiva un onorario notevolmente superiore rispetto all'attuale costo della vita (mio padre ingegnere con quello che rimaneva di un lavoro discreto riusciva anche a comprarsi un appartamento !!!) O forse si crede che oggi i professionisti non sono pure loro aziende, con i loro costi ed i loro diritti a percepire degli utili ?


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