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NORMATIVA

Sentenze sul condono edilizio: e ora?

di Rossella Calabrese

I motivi delle sentenze della Consulta sulle leggi regionali e gli effetti sulle domande di condono in corso di esame

Vedi Aggiornamento del 22/03/2006
14/02/2006 - Dopo la censura di alcune norme regionali sul condono edilizio da parte della Corte Costituzionale, si tornerà ad applicare le disposizioni nazionali, spesso più permissive di quelle regionali.

Ricapitoliamo i motivi delle bocciature dei giudici e gli effetti delle sentenze 39/2006 e 49/2006 sulla normativa regionale.

Campania
Il ricorso riguardava gli articoli 1; 3 (eccettuate le lettere b) e d) del comma 2); 4; 6, commi 1, 2 e 5; 8, della legge n. 10 del 18 novembre 2004 .
La legge è stata integralmente bocciata perché emanata dopo il termine di quattro mesi (scaduto il 12 novembre 2004) stabilito dalla legge 191 del 30 luglio 2004; è stato quindi violato il principio di 'leale collaborazione', in quanto, decorso il termine suddetto, la potestà normativa regionale avrebbe potuto essere esercitata soltanto recependo la normativa statale già divenuta applicabile, «senza possibilità di contraddirla».
Effetti: si applica quanto disposto dall’art. 32 della legge n. 326 del 24 novembre 2003. non c’è però possibilità che vengano riaperti i termini per presentare istanze.

Emilia-Romagna
È stato ritenuto incostituzionale l’articolo 26, comma 4 della legge n. 23 del 21 ottobre 2004 , il quale dispone che «le opere edilizie autorizzate e realizzate in data antecedente all'entrata in vigore della legge 10/1977, che presentino difformità eseguite nel corso dell'attuazione del titolo edilizio originario, si ritengono sanate, fermo restando il rispetto dei requisiti igienico-sanitari e di sicurezza».
La disposizione è stata bocciata perché avrebbe introdotto una “sanatoria straordinaria gratuita ed ope legis non sorretta da alcun principio fondamentale determinato dallo Stato, e contrastante con le esigenze della finanza pubblica”, nonchè una discriminazione tra i proprietari basata sulla diversa collocazione temporale degli illeciti.
Effetti: è probabile che venga emanata una nuova legge regionale che permetta di condonare onerosamente gli abusi commessi prima del febbraio 1977.

Marche
Bocciato l’articolo 3, comma 1 della legge n. 23 del 29 ottobre 2004 , in quanto non ripete espressamente il limite massimo pari al 30% della volumetria originaria della costruzione ampliata e a 3.000 metri cubi complessivi per le nuove costruzioni residenziali (art. 32 legge 326/2003).
Effetti: non sarà possibile condonare gli abusi superiori al 30% della volumetria originaria o a 3.000 metri cubi.

Sicilia
Censurato, con la sentenza n. 39 dell’8 febbraio 2006 , l’articolo 17, comma 11 della legge n. 4 del 2003 della Regione Siciliana, che consentiva di condonare le opere abusive situate in aree vincolate limitando l’obbligatorietà del nulla osta della Soprintendenza ai soli casi in cui i vincoli fossero precedenti alla realizzazione degli abusi.
Effetti: il nullaosta sarà sempre obbligatorio per poter ottenere il condono.

Toscana, Lombardia, Veneto, Umbria
Le norme regionali restano in vigore.
Effetti: i Comuni potranno applicare le leggi regionali ( Lombardia 31/2004 ; Veneto 21/2004 ; Toscana 53/2004 ) e concludere l’esame delle istanze di condono.


Sentenza n. 49 del 6 febbraio 2006


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Altri commenti
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Giovanni Guercio

Considerato che la sentenza n. 49/2006 della Corte Costituzionale ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale sollevate dal Governo nei confronti dell'articolo 3, comma 1, della L. R. Lombardia n. 31/2004, è da ritenere, che il comma 27, lettera d, dell'articolo 32 della legge 326/2003 non si riferisce alle aree vincolate in genere ma alla sola categoria degli immobili vincolati. Resta un mistero il comportamento sconcertante del Governo che nella relazione governativa ha scritto: "... è fissata la tipologia di opere assolutamente insanabili tra le quali si evidenziano ... quelle realizzate in assenza o in difformità del titolo abilitativo edilizio nelle aree sottoposte ai vincoli imposti sulla base di leggi statali e regionali..." creando così confusione e facendo emettere ai giudici penali sentenze prive di fondamento.

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Arch. Francesco Sorrentino

In merito alla Campania, leggendo la sentenza della Corte e il relativo dispositivo non ho rilevato una bocciatura integrale così come riportato nella notizia. L'annullamento riguarda solo alcuni articoli e/o commi della Legge regionale n. 10 del 18/11/2004 e precisamente gli artcoli 1; 3(escluso letere b e d del comma 2); art. 4; 6(limitatamente ai commi 1, 2 e 5) e art.8 . Per tutto il resto la legge conserverebbe la sua validità in particolare per l'incremento degli oneri concessori del 100%. Per le domande già presentate si potrebbe quindi chiedere una integrazione con una cubatura aggiuntiva fino al 30% della volumetria originaria, laddove questa era stata esclusa dalla Legge regionale che la limitava al 15%

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studiotecnicobm

Se effettivamente non si riapriranno i termini per la presentazione delle istanze di condono nella regione campania significa proprio che ci prendono per il c...o. Ma è mai possibile sostenere queste situzioni a dir poco incresciose? "Caro Bassolindo ti aspettiamo per le prossime elezioni!!!!!!!!!"

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ing.antoniogranata

Per la Regione Campania non é vero che si applica in toto la Legge nazionale, in quanto tra le Norme della Legge regionale cassata non vi é quella del raddoppio degli Oneri Concessori.

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francesco [email protected]

Ho appena letto la sentenza della Corte costituzionale sul condono edilizio per quanto riguarda la regione campania. A questo punto non ci capisco piu' niente: molti cittadini campani erano in attesa della sentenza per produrre domanda di condono, in quanto la legge regionale molto restrittiva glielo impediva. Ora che è stata concellata dalla sentenza, nella stessa non menziona i termini ulteriori per presentare istanza. cosa significa? Tutti quelli che hanno presentato domanda nei vecchi termini, non la potevano fare, in quanto la legge regionale lo impediva. Invece quelli che hanno aspettato la sentenza per fare le cose in regola, cosa li aspetta?

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giorgio

la regione campania,a dispetto della legge nazionale, precludeva il condono a chi aveva costruito abusivamente in assenza di titolo abilitativo e non conforme alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.molte domande non furono presentate retenendosi automaticamente fuori dagli effetti del condono.Oggi la consulta dichiara illeggittime questa norme e reimmette in vigore la legge nazionale, ma leggo sul vostro sito che i termini per la presentazione non verranno riaperti, quindi, chi ritenendosi fuori non presento' domanda in effetti per colpa della regione rimane buggerato. che giustizia e' questa? complimenti per il sito.