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Testo Unico Ambiente: approvazione definitiva

di Rossella Calabrese

Tra le novità: incentivi al Sud per le fonti rinnovabili e Autorità di bacino distrettuali. “Operazione scandalosa” per Legambiente

Vedi Aggiornamento del 19/04/2006
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13/02/2006 – È stato definitivamente approvato dal Consiglio dei Ministri del 10 febbraio il nuovo Codice dell'ambiente . Nelle scorse settimane il testo aveva ricevuto i pareri favorevoli con condizioni e osservazioni da parte delle Commissioni Ambiente di Camera e Senato; le Regioni invece si erano pronunciate con una bocciatura totale sia nel merito delle disposizioni sia per il metodo utilizzato dal Governo, che ha escluso gli enti locali dalla stesura del testo. Il Codice appena approvato attua la legge delega 308/2004 per il riordino, il coordinamento e l'integrazione della legislazione in materia ambientale. Nel nuovo testo – si legge nel comunicato del Governo - sono state accolte le osservazioni delle Commissioni parlamentari e delle parti sociali. Il Codice interviene nei settori cruciali della materia: tutela delle acque e gestione delle risorse idriche; difesa del suolo; lotta alla desertificazione; tutela dell'atmosfera; danno ambientale; gestione dei rifiuti e bonifiche; VIA, VAS e Ippc. Il Governo sottolinea le novità introdotte dalla riforma: vengono recepite le direttive Ue non ancora attuate in tema di difesa del suolo e gestione delle risorse idriche; sono previste Autorità di bacino distrettuali e definiti sette distretti idrografici; è stato riconfermato il principio di pubblicità delle acque. Il Governo assicura il rafforzamento della clausola sociale a tutela dei lavoratori del settore ambientale (i quali, segnaliamo, hanno manifestato a Roma a fine gennaio contro il Testo Unico); inoltre, il nuovo testo ridefinisce le priorità nella gestione dei rifiuti in conformità con le norme europee, prevede l’istituzione di un'apposita Autorità e riconosce il ruolo delle Province. Infine, - conclude il comunicato - è previsto un maggiore impegno sulle fonti rinnovabili, con incentivi al Sud al fine di raggiungere gli obiettivi del protocollo di Kyoto. “Una grande riforma di legislatura, attesa da molti anni - ha commentato il ministro dell'Ambiente, Altero Matteoli - che ho fortemente voluto per far uscire l'ambiente da un caos normativo in cui troppo spesso hanno potuto prosperare gli eco-furbi. Ora il cittadino e l'imprenditore potranno avere a disposizione un Codice dell'Ambiente chiaro e razionale che permetterà di compiere quel salto di qualità indispensabile per una reale tutela dell'ambiente”. Di segno decisamente opposto le reazioni delle associazioni ambientaliste. “E’ un operazione scandalosa, nella forma e nella sostanza – dice il presidente di Legambiente, Roberto Della Seta – La conferenza unificata Stato Regioni aveva espresso parere contrario ma il suo giudizio è stato ignorato, nonostante le materie in questione siano fondamentali per il governo del territorio”. TESTO UNICO AMBIENTE (testo approvato il 10 febbraio 2006)

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