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Una “doppia pelle” per regolare il “respiro” di un edificio
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Una “doppia pelle” per regolare il “respiro” di un edificio

di Roberta Dragone
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L’innovativo progetto dello studio Dante O. Benini & Partners per la sede della Torno Internazionale spa a Milano

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23/03/2006 – Un parete tecnologica in vetro come facciata principale di un edificio; una “seconda pelle” in grado di regolarne il “respiro” e la luce all’insegna della trasparenza. Si tratta della innovativa soluzione che caratterizza il progetto dello Studio Dante O. Benini & Partners Architects per l’attuale sede della impresa Torno Internazionale Spa a Milano. Il progetto si compone di due edifici. Il primo è il risultato del recupero di un palazzo degli anni sessanta, sul quale è stata “appesa” con tiranti in acciaio una suggestiva facciata vetrata che permette un considerevole risparmio energetico; il secondo è invece un edificio di nuova costruzione la cui struttura segue un andamento curvilineo, e nel quale combinazioni di acciaio e vetro hanno consentito le stesse performance energetiche. Il controventamento dell’intera struttura – composta da due differenti corpi uniti da una copertura curva in materiale metallico e da un parcheggio interrato di cinque piani - è in parte affidato al nucleo scale in cemento armato, e in parte a delle membrature disposte a croce su due lati opposti dell’edificio. Per realizzare il nucleo scala sono state impiegate le casseforme Peri Trio di altezza 4,30 m accoppiate alle casseforme curvilinee Peri Rundflex con stessa altezza; il tutto abbinato ai sistemi di ripresa CB 240/160 e alle piattaforme di ripresa BR. “Siamo partiti da un edificio degli anni ’60, a pianta rettangolare – spiegano dallo studio Dante O. Benini & Partners Architects - costituito da sei piani fuori terra, piano interrato e seminterrato, posti in comunicazione da una scala e dotato di tetto a doppia falda. Alla base del progetto c’è stata l’idea di attualizzare il building esistente e adeguarlo alle esigenze dei moderni uffici. Inoltre il nostro obiettivo era quello di realizzare un complesso che garantisse ai fruitori d’espletare i propri incarichi in un ambiente stimolante e confortevole. Proprio da qui è nata la scelta della “doppia pelle”. Malgrado le ampie superfici vetrate che offrono grande luminosità, la soluzione adottata permette di contenere i consumi energetici grazie allo scambio termico tra facciata a secco e facciata in vetro. L’aumento di tali superfici richiede scelte tecniche specifiche in merito al controllo solare, più restrittive, quali: doppi vetri a bassa emissività, vetri ad alte prestazioni, fino all’utilizzo di schermi interni o esterni. Tale opportunità è stata ovviata proprio da quella doppia pelle che ha modulato l’immagine della facciata e ne ha potenziato le prestazioni complessive”. La “doppia pelle” è stata progettata con la consulenza di AFE – Arup Facade Engineering – il Dipartimento Facciate di Ove Arup & Partners di Londra. La facciata si sviluppa su sei piani (25 metri in larghezza e 22 metri in altezza), ed è “appesa” al solaio del settimo piano mediante tiranti in acciaio che sorreggono il peso di tutti i vetri e delle passerelle in grigliato intorno all’edificio che servono per la manutenzione. Per rivestire e isolare la facciata principale è stato utilizzato il Sistema Aquapanel in cemento rinforzato. Il Sistema ha consentito di nascondere le piastre di ancoraggio dei sostegni e dei bracci distanziali della seconda pelle in vetro, appesa a 60 cm all’esterno di quella principale. Il prodotto ha inoltre garantito elevate prestazioni anche in condizioni climatiche difficili. Le lastre in cemento rinforzato Aquapanel garantiscono infatti un’ottima resistenza sia all’acqua che all’umidità. La facciata esistente è invece rivestita con lastre in grc per esterni che riquadrano i nuovi serramenti e nascondono i sostegni della facciata appesa. Nell’intercapedine, costantemente ventilata, tende a rullo - adiacenti la facciata esistente e controllate da un sistema centrale - proteggono dai raggi solari. La copertura del tetto e dei volumi tecnici è realizzata in vetro e acciaio. I volumi tecnici sono portati sul tetto mediante sopraelevazione della copertura, e sono appesi a zaino sulla facciata laterale. In tal modo non si hanno utilities interne e sono facilitate le operazioni di manutenzione. Una grande vela in acciaio microforato – detta anche spinnaker – è appesa alla parete verticale e rastremata verso il basso, che funge da frangisole e anche da scudo per le passerelle manutentive e i canali di distribuzione di aria. Questi ultimi scendono lungo percorsi verticali esterni dietro lo scudo ed entrano ad ogni piano dove si distribuiscono attraverso i controsoffitti. Uno scudo posteriore protegge invece la vista degli impianti sulla copertura. www.dantebeniniarchitects.com
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