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NORMATIVA

Condono edilizio: chiarimenti dal Ministero infrastrutture

di Rossella Calabrese

Pubblicata su Gazzetta Ufficiale la Circolare esplicativa: procedure, tipologie di abuso e limiti per la sanatoria

Vedi Aggiornamento del 22/03/2006
  Commenti 63575
08/03/2006 - È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 52 del 3 marzo scorso, la Circolare esplicativa n. 2699 del 7 dicembre 2005 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sul condono edilizio.

Di fatto la circolare si applica solo alle Regioni che non hanno legiferato in materia di condono (Calabria e Abruzzo), a quelle che hanno mantenuto i termini del condono uguali a quelli previsti dalla legge nazionale (Puglia e Sicilia) e alla Campania, la cui legge è stata recentemente bocciata dalla Corte Costituzionale (sentenza 49/2006).

Il provvedimento chiarisce che agli aspetti non disciplinati dalle nuove disposizioni sul condono, si applicano, se compatibili, le norme della legge n. 47/1985 e l'art. 39 della legge n. 724/1994 (art. 32, comma 28, della legge n. 326/2003). Le modifiche apportate dal citato art. 32 alle stesse leggi, non si applicano alle domande già presentate ai sensi delle predette normative (art. 43-bis della legge n. 326/2003).

Sono fatte salve anche le domande già presentate ai sensi dell'art. 40, comma 6 della legge n. 47/1985, relativo alla eccezionale ipotesi di sanatoria per immobili oggetto di trasferimento derivante da procedure esecutive, nonchè le ipotesi previste dal comma 59 dell'art. 2 della legge 23 dicembre 1996, n. 662.

La domanda di sanatoria sarà valutata purchè sia presentata entro 120 giorni dall'atto di trasferimento dell'immobile e le ragioni del credito siano sorte anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto-legge n. 269/2003 (1° ottobre 2003).

Allo stesso modo, deve ritenersi applicabile il comma 1 dell'art. 39 della legge n. 724/1994, secondo il quale i limiti di cubatura entro i quali è consentita la sanatoria non trovano applicazione in caso di annullamento del permesso di costruire.

Le sentenze della Corte Costituzionale n. 196, 198 e 199 – continua la Circolare – consentono alle Regioni di disciplinare, con proprie leggi, le modalità di presentazione delle domande di condono. Compete, inoltre, alle Regioni la facoltà di disciplinare diversamente dalla normativa statale la misura dell'anticipazione degli oneri concessori e le relative modalità di versamento.

Il comma 37 dell'art. 32 prevede la formazione del silenzio-assenso, con effetti equivalenti alla sanatoria, trascorsi 24 mesi dalla data del 30 giugno 2005. Per la formazione del silenzio-assenso, nel caso di immobili soggetti a tutela, occorre il decorso del termine di 24 mesi dalla data di emanazione del parere favorevole da parte dell'autorità preposta alla tutela.

Per quanto concerne l'ambito oggettivo di applicazione, la Corte Costituzionale ha fatto salva la possibilità per le leggi regionali di determinare limiti volumetrici sanabili in misura inferiore a quelli previsti dalla norma statale.

Infine, viene chiarita la condonabilità delle due fattispecie: gli ampliamenti e le nuove costruzioni.
Sono condonabili, indipendentemente dalla destinazione d'uso, gli ampliamenti che non superino alternativamente i 750 mc. o il 30% della volumetria originaria.

Per le nuove costruzioni residenziali, il comma 25 prevede che siano sanabili le opere abusive ultimate entro il 31 marzo 2003 non superiori a 750 mc. per singola richiesta di condono, a condizione che la nuova costruzione non superi complessivamente i 3000 mc. In caso di superamento di quest'ultimo limite, è preclusa la sanatoria, salva la demolizione delle opere eccedenti.

Leggi il testo integrale della Circolare, allegato sotto.

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Altri commenti
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Giovanni Guercio

Per quanto riguarda le aree vincolate, la circolare n. 2699 del Ministero delle Infrastrutture, non sembra che abbia fatto chiarimento. Il vice ministro scrive al condizionale continuando con la storia che il comma 27, lettera d, dell'articolo 32 della legge 326/2003 si riferisce indistintamente a tutte le aree vincolate (o solo immobili vincolati?), così come l'articolo 32, comma 1, della legge 47/85 come riformulato dal comma 43 del citato articolo 32 della legge 326/2003. La circolare in argomento è datata 07/12/2005, cioè scritta prima della sentenza della corte costituzionale n. 49 del 06/02/2006 che ha stabilito che l'articolo 3, comma 1, della L.R. Lombardia n. 31/2004 non è in contrasto con l'ormai famoso comma 27, lettera d, dell'articolo 32 della legge 326/2003! Insomma, considerato che la legge lombarda non ha scritto niente di nuovo sul condono (ha ribadito solo un concetto previsto dalla legislazione nazionale, così dice la sentenza) significa, a parere mio, che il legislatore del condono edilizio (legge 326/03) ha previsto la sanabilità degli abusi sostanziali nelle aree vincolate. Sembrerebbe, però, che il D. L., poi convertito in legge, non sia stato scritto dal Governo (visto che era contrario alla sanatoria degli abusi sostanziali nelle aree vincolate) ma da qualche fantasma!