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Recovery Plan, Draghi: ‘supervisione politica affidata al Governo, operatività agli enti locali’
LAVORI PUBBLICI Recovery Plan, Draghi: ‘supervisione politica affidata al Governo, operatività agli enti locali’
NORMATIVA

Stop alle opere sull’area con vincolo paesaggistico

di Rossella Calabrese

La Soprintendenza può annullare l'autorizzazione comunale

Vedi Aggiornamento del 16/05/2006
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30/03/2006 - Con la sentenza n. 293 del 16 febbraio 2006, il Tar di Salerno ha stabilito che la Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio può annullare un’autorizzazione, rilasciata dal Comune, per la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria previste da un P.I.P., in una zona soggetta a vincolo paesistico. Il Comune ha presentato ricorso contro il provvedimento di annullamento deducendo diversi rilievi: l’incompetenza del Soprintendente ad annullare l’autorizzazione paesistica rilasciata dal Comune, sostenendo che la competenza sarebbe stata del Ministro; l’illegittimità del provvedimento per mancata comunicazione da parte della Soprintendenza; la legittimità dell’autorizzazione rilasciata dal Sindaco, perchè sorretta da adeguata motivazione e conforme alla normativa urbanistica; l’inadeguata motivazione da parte della Soprintendenza in ordine all’incompatibilità delle opere con le caratteristiche paesaggistiche ed ambientali del sito. I giudici hanno ritenuto infondate queste argomentazioni chiarendo innanzitutto che il Soprintendente locale ha potere di annullamento dell’autorizzazione in questione; infatti, a seguito dell’entrata in vigore dell’art. 3 DLegs 29/1993, poi sostituito dall’art. 4 DLegs 165/2001, gli atti di amministrazione attiva dei singoli Ministeri sono stati assegnati alla competenza dei dirigenti e non più del Ministro, secondo un principio di separazione tra le funzioni di indirizzo, in capo al Ministro, e le funzioni di gestione delle Amministrazioni, in capo ai dirigenti. Censurato anche il rilievo relativo alla comunicazione, in quanto tale obbligo sussiste nei confronti dei soggetti interessati che, essendo in questo caso gli assegnatari di aree in zona P.I.P., non sono individuabili. Riguardo alla presunta inadeguatezza della motivazione, i giudici affermano che la Soprintendenza ha specificato che la località interessata dall’intervento ricade in un’area dichiarata, ai sensi della legge n. 1497/39, di notevole interesse pubblico (DM 4.7.1966). Tale area è definita una zona di particolare pregio ambientale e paesistico caratterizzata da “diffusa e rigogliosa flora mediterranea” cui si unisce “un nucleo abitato tipico”; è inoltre “un quadro naturale panoramico di incomparabile e rinomata bellezza godibile da ognuno degli innumerevoli punti di belvedere accessibili al pubblico”; l’eventuale realizzazione delle opere richieste comprometterebbe tali aspetti. La Soprintendenza evidenzia che “l’intervento assentito, di notevole estensione, prevede la realizzazione di opere di urbanizzazione, strade, parcheggi rete idrica, e fognante, pubblica illuminazione, edificio polifunzionale e recinzione lotti con muri e pannelli prefabbricati, al fine della costituzione di un’area di insediamenti produttivi”; che “le suddette opere sono tali da determinare la forte ed irreversibile alterazione delle caratteristiche dell’area”; e che “la forma dell’area P.I.P., estremamente allungata, rischia di determinare una vera e propria barriera nel paesaggio rurale, eliminando, tra l’altro, le fasce verdi costituite dai valloni da essa intercettati, per la cui salvaguardia viene semplicemente ipotizzata una futura e non definita attenzione progettuale”. Il Tar quindi osserva che il provvedimento di annullamento corrisponde allo schema fissato dall’articolo 151 Decr. Leg.vo 490/1999, in quanto in esso è rilevato come, mediante il rilascio dell’autorizzazione comunale, vi sia stata una violazione dell’apposto vincolo paesaggistico.

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