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ARCHITETTURA

Torri Fiera Barcellona: posata prima pietra

di Roberta Dragone

Due grattacieli complementari dai profili sinuosi progettati da Toyo Ito in collaborazione con Fermín Vázquez

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14/04/2006 – Il 6 aprile scorso è stata posata la prima pietra delle due torri che Toyo Ito, in collaborazione con Fermín Vázquez, ha progettato per la Fiera di Barcellona. L’intervento si inserisce nell’ambito dell’importante progetto di espansione della Fiera di Barcellona che, a lavori ultimati, potrà contare su una superficie espositiva complessiva di 350.000 metri quadri, diventando il secondo polo fieristico in Europa, dopo la Fiera di Rho-Pero a Milano. Il progetto si compone di due torri di 110 metri di altezza, che ospiteranno rispettivamente un hotel e spazi per uffici. L’architetto giapponese ha immaginato i due edifici come sculture complementari: il nucleo di una torre trasparente riflette il profilo sinuoso dell’altra torre che presenta una facciata color vermiglio. I due edifici sono collegati da un grande “zoccolo”; una struttura dove troveranno spazio uno shopping center ed un parcheggio che potrà contenere sino a 700 posti auto. Durante la prima fase del progetto sarà realizzata la torre per uffici, che si svilupperà su ventitre piani diafani. Successivamente si procederà con la costruzione del secondo grattacielo, destinato a diventare un lussuoso hotel di 26 piani con 338 stanze. Peculiare della torre Hotel la pianta a forma di trifoglio, nonché il profilo agile e sinuoso che porta la struttura, man mano che si eleva verso l’alto, ad aprirsi come un fiore. Si tratta di una nuova testimonianza dei principi ispiratori dell’architettura di Toyo Ito: l’ispirazione alla natura e alle sue forme organiche, la ricerca del movimento, della trasparenza e della leggerezza: “Dobbiamo adattare la flessibilità formale della natura all’architettura ed ispirarci alle sue dinamiche per trovare nuove soluzioni costruttive”. A Barcellona per l’inaugurazione dei lavori, Toyo Ito ha preso parte alla conferenza “Changing geometries, changing architectures” che ha dato il via alla IX edizione delle giornate di Architettura organizzate dalla Scuola Tecnica Superiore di Architettura La Salle. In occasione dell’evento l’architetto ha spiegato come “la divisione tra interno ed esterno” tipica dell’architettura del XX secolo stia a poco alla volta venendo meno. A suo avviso bisogna “sfumare i confini”, in modo che gli edifici possano “entrare nel contesto e quest’ultimo penetrare negli edifici”. Per meglio spiegare il suo pensiero si è poi servito di una bucolica metafora raccontando quanto prevede una atavica ma ancora viva tradizione giapponese : “I ciliegi fioriscono d’improvviso ed appassiscono in brevissimo tempo. Per questo la gente, per poter godere del loro frutto, trascorre tutto il giorno sotto i loro rami. Arriva, cerca il punto migliore e lo delimita con tende e stuoie, in un rituale che riassume i gesti primordiali dell’architettura: cercare un luogo e creare uno spazio”. Le due Torri sorgeranno nel punto in cui si incontrano la Gran Via e la strada d’Amadeu Torner. Si tratta della stessa area dove è prevista la realizzazione della futura piazza d’Europa, che ospiterà opere firmate da prestigiosi architetti di fama internazionale quali Jean Nouvel, Richard Rogers, ed Òscar Tusquets. L’ultimazione dei lavori è prevista entro la fine del 2009. www.b720.com

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