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LAVORI PUBBLICI

Authority: poca concorrenza negli appalti pubblici

di Rossella Calabrese

Troppi i lavori affidati dai concessionari a proprie controllate

Vedi Aggiornamento del 18/04/2007
05/04/2006 - L’Autorità garante della concorrenza e del mercato e l’Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici hanno inviato al Governo e al Parlamento un atto di segnalazione relativo alle concessioni di lavori pubblici e, in particolare, a quelli realizzati senza ricorrere a gare pubbliche. Le considerazioni sono state formulate al termine di una verifica generale sugli effetti della legge Merloni (n. 109/1994), la quale prevede che i concessionari di lavori pubblici devono affidare a terzi almeno il 30% cento del valore globale dei lavori, per consentire alle piccole e medie imprese dell’area in cui vengono realizzati i lavori di poter partecipare al processo costruttivo dell’opera, e per garantire un adeguato livello di concorrenza tra le imprese. La soglia del 30% è stata introdotta perché molte concessioni, soprattutto del settore autostradale, sono state assegnate con trattativa privata, e procrastinate con apposite leggi successive. Poiché le concessionarie possono svolgere attività diverse da quella principale e quindi avere partecipazioni di collegamento o controllo in altre società, le Autorità hanno riscontrato che esse hanno acquisito società attive nelle costruzioni, alle quali hanno affidato la realizzazione dei lavori attinenti alle proprie concessioni. Le Autorità rilevano che nella quasi totalità dei casi, la scelta dei concessionari dei lavori pubblici è stata affidata a trattativa privata, per una percentuale pari all’80%, mentre la licitazione privata ha interessato solo il restante 20%. L’importo dei lavori riferibili a concessioni assentite senza procedura a evidenza pubblica ammonta al 98% del totale dei lavori riferibili ai concessionari, solo il restante 2% è stato fatto da concessionari scelti a mezzo di gara. Relativamente agli affidamenti a imprese controllate, in molti casi è stato superato il limite massimo di affidamento diretto, e alcuni concessionari hanno affidato anche la totalità dei lavori a società controllate, le quali si trovano in una situazione di privilegio rispetto alle altre presenti nel mercato. Nel settore autostradale il 34% dei lavori risulta affidato a imprese proprie o controllate. “In conclusione, le Autorità auspicano che il Parlamento ed il Governo, nel riesaminare la normativa vigente in materia di appalti pubblici e procedere agli adeguamenti resi necessari dalla produzione normativa comunitaria, tengano in adeguata considerazione le suesposte osservazioni, al fine di tutelare e promuovere nella maniera più efficace e opportuna la concorrenza in un settore, quale quello in discussione, di primaria rilevanza per l’economia nazionale.” La segnalazione giunge all’indomani dell’approvazione del nuovo Codice degli appalti pubblici.
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