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NORMATIVA

La soprintendenza nega la sanatoria in area vincolata

di Rossella Calabrese

Il pregresso deturpamento ambientale non giustifica la violazione del vincolo

Commenti 6488
12/05/2006- Con la sentenza n. 3929 del 4 maggio 2006, il Tar di Napoli ha rigettato il ricorso contro un decreto con cui la Soprintendenza per i beni architettonici ed il paesaggio aveva annullato una sanatoria concessa dal Comune di Pozzuoli ad un cittadino che aveva realizzato opere abusive in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico. Alla casa unifamiliare, costruita con regolare concessione del 1977, erano stati successivamente aggiunti abusivamente un piano rialzato e una cantina; per queste opere il proprietario aveva presentato richiesta di sanatoria al Comune. Il Dirigente comunale, a seguito di parere favorevole “perché trattasi di piccolo fabbricato bifamiliare di analoghe tipologie e misure dei manufatti circostanti. L’area è urbanizzata e pertanto non determina impatto ambientale”, aveva rilasciato l’autorizzazione subordinandola però al nullaosta della Soprintendenza, in quanto l’opera era stata realizzata su area sottoposta a vincolo paesaggistico. La Soprintendenza aveva invece annullato l'autorizzazione del Comune perché “la località interessata dell’intervento abusivo… ricade in area dichiarata di notevole interesse pubblico” e “L'opera in esame, pertanto, contrasta con la libera fruizione panoramica di un significativo tratto del paesaggio collinare flegreo tutelato dalla legge”. Secondo il ricorrente c’era stato eccesso di potere da parte della Soprintendenza la quale non si sarebbe limitata alla mera verifica di legittimità dell’atto, ma avrebbe operato una nuova valutazione della situazione, sostituendosi illegittimamente all’amministrazione comunale. Inoltre, la natura fortemente urbanizzata dell’area e l’attuale condizione urbanistica del territorio e del quadro normativo vigente, dovevano condurre al giudizio favorevole della Soprintendenza. I giudici hanno replicato che la Soprintendenza ha esercitato il potere di annullamento ministeriale che le compete e ha dettagliatamente motivato l’atto sottolineando le particolari caratteristiche del paesaggio di insediamento del manufatto. In conclusione, i giudici hanno affermato che il fabbricato è situato in zona tuttora prevalentemente verde e la necessità di tutelare il sito non può venir meno in virtù della sua parziale urbanizzazione; il pregresso deturpamento ambientale non costituisce una ragione sufficiente perchè gli organi preposti possano abdicare alla loro funzione di tutela del vincolo, la quale, al contrario, risulta ancora più necessaria per impedire ulteriori interventi deturpatori.

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Altri commenti
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Benedetto

Tutta filosofia! le Soprintendenze riferiscono principalmente a vincoli posti sul territorio negli anni 40 o 50 del secolo scorso che non hanno acluna attinenza con la realtà. Il problema principale dell'abusivo in questione, da quel che si evince dall'articolo, è il sacrosanto diritto ad avere un'abitazione e non certo realizzare una lottizzazione abusiva, pertanto tutto questo rigore della Soprintendenza non si comprende, a meno di uno essersi imbatuto in qualche funzionario ambientalista fanatico. Nulla da dire sull'aspetto giuridico.