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RISULTATI

Tailandia: aggiudicato il concorso “Memoriale allo Tsunami”

di Cecilia Di Marzo

Due spagnole onoreranno le vittime con il progetto “Montagne di ricordi”

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29/05/2006 – Sono due giovani spagnole laureate in architettura le vincitrici del concorso per la realizzazione del Memoriale allo Tsunami che la Tailandia dedicherà alle migliaia di vittime della terribile calamità del dicembre 2004. Le vincitrici del concorso internazionale, bandito dal Governo tailandese, sono Ana Somoza Jimenez e Juana Canet Rosello , titolari dello studio madrileno Disc-O Arquitectura a capo del gruppo composto da Eva Sebastián Peñín, Angel Martínez Rodríguez, Laura Somoza Jiménez, Raquel Lozano Gutiérrez Juan Antonio Díaz Moreno, David González Calle, Jose Antonio Somoza Arribas, Miguel Jaenicke Fontao, Sara Fernández López, Beatriz San Salvador Picó, Constantino Hurtado Mingo, Tectum Ingenieros and NagaConcepts (Thailand) Co., Ltd. Il loro lavoro è stato selezionato tra gli oltre 680 progetti presentati da 47 paesi e ha superato la prima fase del concorso assieme ai progetti provenienti da Finlandia, Stati Uniti, Cina e Australia. Il progetto vincitore, intitolato “Montañas de recuerdos” (Montagne di ricordi) è costituito da quattro strutture metalliche rivestite in cristallo che ricordano i templi sacri buddisti ; sorgerà nel Parco Nazionale Kao Lak, poco distante dalla spiaggia omonima e che è la zona della costa sud-orientale della Tailandia più danneggiata dallo tsunami del 26 dicembre 2004. Il giudizio della Commissione internazionale è stato reso pubblico durante una Cerimonia Ufficiale celebrata nel Palazzo del Governo di Bangkok. “La giuria è rimasta colpita dall'apertura, dalla generosità e dalla qualità universale del progetto che combina riferimenti a diverse culture e religioni nella creazione di un monumento-icona e di un luogo di riflessione per le famiglie delle vittime, per i sopravvissuti al disastro dello Tsunami e per i visitatori. La sua integrazione tra tecniche costruttive innovative e la sublime natura del Parco Nazionale circostante, è, crediamo, espressione di un desiderio universale di rinascita, dopo il disastro, e di sviluppo attraverso una mutua collaborazione e apprendimento. Si crea così un luogo di memoria, conoscenza e testimonianza per il futuro. Siamo dell'idea, tuttavia, che l'attuale complessità del progetto vada semplificata, e che in particolar modo, il suo inevitabile impatto ambientale vada minimizzato. Andrebbero inoltre studiate e sviluppate idee per delle fonti di energia sostenibili” . L’idea alla base del progetto è ricreare un pezzo artificiale di natura integrato nel Parco, con l’obiettivo di fornire alla gente un luogo naturale, simbolico, dove meditare e imparare a convivere con la forza delle natura. Il progetto è inteso come un tempio immerso e nascosto nella foresta , nella luce , nella natura e nel silenzio . La forte immagine naturale che i progettisti hanno voluto rendere è ispirata agli atolli del Pacifico e alle isole con le loro montagne che emergono dalle lagune e dai mari e sono delimitate da anelli di scogliere di corallo che li proteggono dal mare aperto. L'umidità e la convezione del calore danno luogo ad una nube di pioggia che avvolge continuamente le vette. Questo fenomeno avviene su entrambi i lati dell'Oceano Pacifico. La cultura dell’acqua, dalle acque della vita alla grande risorsa dei fiumi asiatici, è diffusa nell’Induismo e nel Buddismo, nei templi come Angkor Wat nella cultura Khmer e in quelli tailandesi. Il progetto propone un accesso principale con l'area di parcheggio per accogliere la gente e una hall che invita a penetrare nella foresta. È ubicato sulla spianata, dal lato della strada curva di accesso, e si fonde con il panorama circostante. Un “viaggio” attraverso la foresta conduce al sito del Memoriale e al mare, con meeting point e aree di sosta. Vicino al mare ed al punto più alto del luogo proposto, si erge un gruppo di cinque torri , che delimitano lo spazio dando luogo a due piazze, una aperta e soprelevata denominata lagoon square (piazza della laguna) e l’altra, inclusa e sottostante la prima, chiamata union square (piazza di unione), che collega le torri e conduce i visitatori dall’ingresso a ciascuna torre. Questo fa riferimento agli spazi che si trovano nelle isole della Baia di Phang Nga, pieni di caverne, molte delle quali inesplorabili. Lì ci si deve spostare in kayak attraverso le molte caverne di pietra, note come Hongs, ed una volta all’interno di una di queste ci si trova in un grande spazio, a cielo aperto e pieno di paludi di mangrovie. Ogni 26 dicembre, per onorare il Giorno della Memoria , la lagoon square potrà essere usata come un enorme stadio, sfruttando la struttura delle torri per fissare, sui pendii di ciascuna, file di posti a sedere rivolte verso il centro della piazza ove si potrà montare un palcoscenico. Questo permetterà di raggiungere un capienza di circa 2000 persone. Le torri L’interno è completamente vuoto ed è interpretato in ciascuna torre a seconda delle necessità, creando cinque spazi interni diversi tra loro, con una forma esterna simile, ma con strutture e rivestimenti differenti. La struttura principale delle torri si sviluppa in altezza, su sette diverse quote, per analogia con la religione Buddista le cui pagode nei templi sono organizzate per livelli secondo un percorso previsto per raggiungere il Nirvana. 1. La Torre della Memoria: lo spazio contemplativo La torre vuota più alta (30 metri) è organizzata a piano terra con un padiglione di vetro contenente una mangrovia artificiale che vi cresce al centro e dell’acqua, a rappresentare l' albero di vita . Ha un significato simbolico perché rappresenta le vittime del tsunami, avendo un numero di rami e foglie pari ad esse. La vegetazione copre la costruzione. Un sistema di illuminazione è fissato ai nodi della struttura esterna. La percezione che si avrà di notte di questa torre sarà quella di un “faro” . 2. La Torre Museo: il belvedere È la seconda struttura più alta e più grande (alta all’incirca 25 metri). Ha una rampa a spirale che segue il percorso espositivo e accompagna il visitatore fino alla cima della torre. Al centro del pianterreno vi è una stella con i nomi dei paesi vittime della tragedia. 3. Il Centro di Avvertimento: lo spazio di insegnamento È la terza torre per altezza (all’incirca 20 metri) e grandezza. I piani sono organizzati tramite un sistema radiale di stanze attorno ad uno spazio verticale di collegamento. 4. La Torre Ristorante e il Negozio - È la quarta torre, alta circa 15 metri. 5. La Torre Anfiteatro: lo spazio delle rappresentazioni . È la torre più piccola, alta circa 10 metri. Tsunami Memorial

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