Carrello 0
LAVORI PUBBLICI

Anas in rosso a rischio commissariamento

di Rossella Calabrese

Imminente chiusura dei cantieri. Dissesto di 3,5 miliardi di euro. Ipotizzati i reati di peculato e falso in bilancio

Vedi Aggiornamento del 06/10/2006
29/06/2006 – Durante l’audizione alla Commissione Ambiente della Camera tenutasi due giorni fa, il Ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro ha annunciato di aver chiesto il commissariamento dell'Anas e di aver inviato una segnalazione alla procura della Repubblica e alla Corte dei conti sulla gestione dell'Ente. Il dissesto ammonterebbe a 3,5 miliardi. Secondo una indagine analitica condotta sui conti dell'Anas, la Società avrebbe impegni di spesa per 19 miliardi a fronte di 15,5 miliardi di fondi a disposizione. Il Ministro ha anche ipotizzato i reati di peculato, falso in bilancio e false comunicazioni a carico del presidente Vincenzo Pozzi; e poiché il patrimonio netto è inferiore all’indebitamento, sarà inevitabile portare i libri in Tribunale. Parole pesanti quelle del Ministro, che aprono scenari preoccupanti se è vero, come egli stesso ha denunciato, che “qualcuno ha fatto risultare a bilancio oltre 4 miliardi di euro” che in realtà non erano disponibili. La grave crisi finanziaria dell’Anas, ha spiegato Di Pietro, nasce dalla trasformazione da Ente pubblico in Spa: in quella occasione sono stati spesi 3 milioni di euro per consulenze "in parte indebite, in parte illegittime e in parte illegali”, anche per mandare via il vecchio management che non voleva andarsene. Non solo: il Ministro accusa l’Anas di aver destinato i residui passivi disponibili al momento della trasformazione in Spa a nuove opere; residui che però erano già impegnati per lavori già avviati. L’azienda – ha riferito il Ministro - ha svolto una duplice attività con le stesse risorse finanziarie. L’Anas replica alle accuse dicendo – con una nota – di aver sempre rispettato le leggi e di non aver mai né contrattualizzato né appaltato alcun lavoro che non avesse la relativa copertura finanziaria. La realtà – continua la nota - è che l’attuale criticità di cassa è la conseguenza degli enormi crediti vantati dall’Anas nei confronti del Tesoro, pari a 7,548 miliardi di euro, che non sono stati mai erogati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Ma l’emergenza resta, e in questi giorni l’Anas sta avviando le procedure per chiudere tutti i cantieri aperti sulla rete stradale, a meno che non arrivino nuove risorse. Di Pietro ha chiesto al Ministro dell’Economia un intervento in favore dell’Anas, ma ha anche segnalato l’opportunità di valutare un cambio dei vertici della Società, affinché i soldi non vengano gestiti da chi ha creato l’attuale situazione di "dissesto".
© Riproduzione riservata

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui

x Sondaggi Edilportale
Bonus per la casa, come migliorarli? Leggi i risultati