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LAVORI PUBBLICI

Codice Appalti, arrivano i decreti correttivi

di Rossella Calabrese

Domani in Consiglio dei Ministri le proposte di modifica del Ministro delle Infrastrutture Di Pietro

Vedi Aggiornamento del 12/01/2007
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Aggiornamento del 23/06/2006 - Nel Consiglio dei Ministri di venerdì 23 giugno sono stati discussi due provvedimenti che riguardano il Codice degli Appalti. Nella conferenza stampa tenutasi al termine del CdM, il Ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro ha illustrato le decisioni del Governo. È stato approvato un emendamento al decreto-legge di proroga di termini per l'emanazione di alcuni atti, che prevede la sospensione selettiva di alcuni istituti introdotti dalla normativa europea il cui recepimento è facoltativo. È dunque rinviata di sei mesi l’entrata in vigore di alcuni istituti: le centrali di committenza (art. 33), il divieto di subappalto in caso di avvalimento (art. 49), la liberalizzazione dell’appalto integrato (art. 53), l’ampliamento della trattativa privata (artt. 56 e 57), il dialogo competitivo (art. 58) e l’accordo quadro (art. 59) limitatamente ai settori ordinari. Non sono state invece rinviate le norme sui sistemi dinamici di acquisizione (art. 60) e sulle aste elettroniche (art. 85); questi ultimi istituti entreranno in vigore il 1° luglio, come tutto il resto del Codice. In secondo luogo, è stato approvato in via preliminare il decreto correttivo del Codice, che prevede la revisione del meccanismo di controllo delle certificazioni delle SOA da parte dell’Autorità di Vigilanza sui Lavori pubblici, le procedure connesse all’archeologia preventiva e alla VIA, la normativa applicabile nel periodo transitorio. Su quest’ultimo punto il Ministro ha chiarito che varranno le norme vigenti al momento della pubblicazione del bando. 22/06/2006 - Dovrebbe essere discusso nel Consiglio dei Ministri di domani 23 giugno il primo decreto correttivo del Codice degli Appalti ( DLgs 163/2006 ). Come già dichiarato in più occasioni, il Ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro sottoporrà ai colleghi di Governo un provvedimento per ridurre il campo di applicazione della trattativa privata, che il nuovo Codice estende ad un maggior numero di casi. Le modifiche interverrebbero nel Codice dopo la sua entrata in vigore (1° luglio 2006). Ma la revisione colpirà anche l’appalto integrato e il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Quella dei decreti correttivi è la strategia scelta dal Ministro, dopo che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, aveva espresso la sua contrarietà a decreti-legge di sospensione di provvedimenti varati dal precedente Governo, a meno che non fosse il Parlamento a chiederlo. E su questa strada si sta muovendo la Commissione Lavori Pubblici del Senato, che sta mettendo a punto un emendamento al disegno di legge di conversione del decreto di proroga dei termini di alcuni provvedimenti, per sospendere l’efficacia delle norme previste dal nuovo Codice, tra cui la separazione fra progettazione e costruzione, l’estensione della trattativa privata e l’aumento delle competenze dell'Autorità di Vigilanza sui Lavori Pubblici. È la legge delega stessa che prevede 18 mesi di tempo per la correzione. È da registrare, infine, il primo ricorso alla Corte Costituzionale contro l’entrata in vigore del Codice: lo ha promosso la Regione Veneto a causa dei punti di contrasto con la normativa regionale.

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Altri commenti
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fernanda bartolini

l'importo degli appalti è da una certa cifra in sù o anche per importi piccoli?