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LAVORI PUBBLICI

Codice appalti, dopo l’entrata in vigore sarà modificato

di Rossella Calabrese

Dubbi del Ministro Di Pietro sulla trasparenza di alcuni dei nuovi istituti di derivazione comunitaria

Vedi Aggiornamento del 01/12/2006
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14/06/2006 - Entrerà in vigore il 1° luglio, come previsto, il nuovo Codice degli appalti ( DLgs 163/2006 ). Accantonate le ipotesi di rinvio di sei mesi circolate nei giorni scorsi, il Ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro fa sapere che sarà messo a punto un decreto correttivo che modificherà il Codice subito dopo la sua entrata in vigore. Si era parlato di uno slittamento di sei mesi per consentire l’approvazione, da parte del Governo, di un decreto-legge di modifica. Si opterà invece per delle correzioni successive all’entrata in vigore. I punti sui quali il Ministro ha da subito espresso forti perplessità sono relativi ad alcuni nuovi istituti introdotti nella normativa nazionale per recepire le direttive europee, che cancellano quelle norme della legge Merloni che assicuravano trasparenza nel mercato degli appalti. In particolare, nel mirino del Ministro sono finiti l’appalto integrato, la procedura negoziata (nuova denominazione della trattativa privata) e il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Il primo, ricordiamo, consiste nell’aggiudicazione della progettazione e dell’esecuzione dei lavori in un unico appalto ed è ammesso senza limitazioni a discrezione dell’ente appaltante. La procedura negoziata, finora ammessa solo al di sotto di una certa soglia e per casi particolare, è estesa dal Codice ad un maggior numero di casi. L’offerta economicamente più vantaggiosa, vietata dalla Merloni, è invece ammessa dal Codice senza limitazioni e a discrezione dell’ente appaltante, il quale deve indicare nel bando e nel capitolato i pesi assegnati a ciascun criterio di valutazione. Resta inoltre aperta la questione del Regolamento di attuazione del Codice, non ancora pronto: fino alla sua emanazione restano in vigore molte delle norme previgenti.

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