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RISTRUTTURAZIONE Sismabonus 110%, come si calcolano i limiti di spesa
NORMATIVA

Rilancio del risparmio energetico e delle fonti rinnovabili

di Roberta Dragone

Semplificazione amministrativa del solare e agevolazioni fiscali per le comunità che promuoveranno l’efficienza energetica

Vedi Aggiornamento del 23/11/2006
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13/06/2006 – Promuovere la concorrenza del mercato energetico dando piena attuazione alle direttive europee, e dare il via ad un rilancio del risparmio energetico e delle fonti rinnovabili attraverso uno o più decreti legislativi. Sono questi gli obiettivi principali del cosiddetto nuovo “pacchetto energia”, il provvedimento che propone nuovi strumenti per la semplificazione amministrativa del solare ed agevolazioni fiscali per cittadini ed enti pubblici che promuoveranno le tecnologie ad alta efficienza energetica. Si tratta del disegno di legge recante “Misure per la liberalizzazione del mercato dell’energia, per la razionalizzazione dell’approvvigionamento, per il risparmio energetico e misure immediate per il settore energetico”, che il Ministro dello sviluppo economico Pierluigi Bersani ed il Ministro per le politiche europee Emma Bonino hanno presentato al Consiglio dei Ministri di venerdì scorso. Lo schema di Ddl conferisce al Governo la delega per la revisione dell’intera normativa su elettricità e gas, e per lo sviluppo delle fonti rinnovabili. Il provvedimento si compone di sei articoli. Art. 1 “Disposizioni per il completamento del processo di liberalizzazione dei settori dell’energia elettrica e del gas” Per poter completare il processo di liberalizzazione del sistema energetico il disegno di legge propone la delega al Governo ad adottare uno o più decreti finalizzati a una revisione generalizzata sull’elettricità e il gas in conformità alle direttive 2003/54/CE e 2003/55/Ce, abolendo la relativa delega di recepimento contenuta nella legge 18 aprile 2005 n. 62 (la cosiddetta “legge comunitaria 2004”, il cui mandato è scaduto durante il Governo precedente. Tra le questioni da affrontare, compaiono la diversificazione delle fonti di produzione e delle aree in cui la produzione è effettuata; l’adozione di strumenti che promuovano l’impiego di fonti rinnovabili. Ed il tema delle componenti fiscali e parafiscali delle bollette energetiche nazionali. Art. 2 “Rilancio del risparmio energetico e delle fonti rinnovabili” Il riassetto generale dell’approccio alle rinnovabili consisterà non solo in una semplificazione amministrativa, con il riordine dei soggetti che si occupano della questione. Per una maggiore diffusione del risparmio energetico il Ddl intende: - migliorare i requisiti di efficienza energetica degli edifici ed effettuare opportuni controlli sui rendimenti degli impianti di riscaldamento e condizionamento insieme a quelli relativi alla sicurezza; - promuovere sistemi di qualificazione per il settore artigianale e per le pmi, ed accordi tra queste categorie e le imprese di distribuzione e vendita di energia per la fornitura dei relativi servizi; - introdurre standard minimi di rendimento energetico e meccanismi per indirizzare la domanda pubblica e privata di elettrodomestici, caldaie, pompe di calore e in generale strumenti di uso domestico ad alto assorbimento energetico verso tecnologie ad elevato standard di efficienza, anche attraverso campagne informative che sensibilizzino verso comportamenti virtuosi; - premiare con agevolazioni fiscali i cittadini che sceglieranno le tecnologie ad alta efficienza energetica; - stimolare lo sviluppo del solare termico e dei biocarburanti attraverso una semplificazione amministrativa; - promuovere l’utilizzo di automobili a basso impatto ambientale. Art. 3 “Sterilizzazione dell’incidenza dell’Iva sui prodotti petroliferi” Il provvedimento “sterilizza”, a partire dal primo gennaio 2007, l’incidenza dell’Iva sulla fiscalità energetica per evitare che lo Stato sia cointeressato all’aumento dei prezzi dei carburanti. A questo fine consente di variare, con decreto del ministro dell’Economia, di concerto con il ministro dello Sviluppo economico, le aliquote delle accise sugli oli minerali in aumento o in diminuzione, in modo da compensare la conseguente incidenza dell’Iva sugli oli minerali. Le risorse drenate dall’Iva possono essere utilizzate per ammortizzare il prezzo della benzina alla pompa, per le compensazioni territoriali destinate agli enti locali che accettano le infrastrutture energetiche e per il solare termico. Le risorse da destinare agli enti locali sono immediatamente disponibili dal momento dell’entrata in vigore del disegno di legge grazie ad un Fondo ad hoc costituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico pari a 50 mln di euro all’anno. Art. 4 “Misure per favorire l’insediamento sul territorio di infrastrutture energetiche” Riduzione della fiscalità per gli enti locali che insedieranno nuove infrastrutture energetiche: rigassificatori, linee elettriche, promozioni delle fonti rinnovaibili e risparmio energetico negli interventi edilizi. Art. 5 “Poteri dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas” Restituzione all’Autorità per l’energia elettrica e il gas dei poteri negli originari ambiti di intervento (import elettrico, promozione di dinamiche concorrenziali in mercati caratterizzati dalla presenza di imprese dominanti). “Si tratta – commenta il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio – di un primo provvedimento. Presto sarà riaperto anche il discorso sugli incentivi al fotovoltaico”.

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