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MERCATI

Dl Bersani: sono più di 1.100 gli emendamenti presentati

di Rossella Calabrese

Dalle Commissioni giustizia e industria del Senato, parere favorevole a patto che siano mantenuti i minimi tariffari

Vedi Aggiornamento del 19/02/2007
18/07/2006 – La Commissione Bilancio comincerà oggi la votazione degli oltre 1.100 emendamenti relativi al disegno di legge di conversione del decreto legge Bersani sulle liberalizzazioni. Il 13 luglio scorso, intanto, le Commissioni giustizia e industria, commercio, turismo del Senato hanno espresso parere favorevole subordinato a emendamenti. Entrambe le Commissioni chiedono di mantenere i minimi tariffari per le prestazioni professionali: la Commissione Industria propone di sopprimere tout court la lettera a) dell'articolo 2, comma 1, mentre la Commissione Giustizia chiede che siano mantenuti “i minimi tariffari quando siano fissati con decreto ministeriale a tutela della dignità della professione intellettuale e della qualità delle prestazioni”. Per quanto riguarda la pubblicità, la Commissione Giustizia è sostanzialmente d’accordo con l’abolizione del divieto ma chiede che il messaggio pubblicitario abbia “caratteristiche di serietà e veridicità del messaggio”. La Commissione Industria invece, propone di “sospendere l'efficacia delle disposizioni di cui alle lettere b) e c), rinviando l'introduzione delle modifiche ivi previste ad un provvedimento organico di riforma delle attività professionali”. Sul fronte delle modalità di pagamento delle parcelle, inoltre, propone di eliminare l’obbligo della riscossione di somme superiori ai cento euro esclusivamente mediante assegni, bonifici o altri sistemi di pagamento elettronico. Concorda con queste proposte anche il Cup (Comitato Unitario Professioni) che ha presentato alcuni emendamenti al decreto. Per quanto riguarda le tariffe, il Cup propone di conferire al Governo una delega per riordinare la materia, nel rispetto di alcuni principi: il mantenimento delle tariffe obbligatorie, fisse o minime, per le prestazioni oggetto di riserva di competenze o su quelle che incidono su interessi generali; la possibilità, nei medesimi casi, di pattuire i compensi; l’esclusione dei servizi professionali soggetti a procedure di evidenza pubblica.

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