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NORMATIVA

Dl Bersani, i senatori frenano sulle liberalizzazioni

di Rossella Calabrese
Commenti 16369

Emendamenti per limitare la deregulation nelle professioni

Vedi Aggiornamento del 13/08/2007
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21/07/2006 – Si è concluso in Commissione Bilancio del Senato l’esame della legge di conversione del decreto Bersani sulle liberalizzazioni . Per quanto riguarda l’articolo 2 del Dl 223/2006, quello relativo ai servizi professionali, sono stati approvati alcuni emendamenti del Governo che prevedono il mantenimento delle tariffe minime, che però non saranno più obbligatorie; sarà consentita la pubblicità, ma soltanto di tipo informativo. Sono state meglio specificate le caratteristiche delle società professionali, aggiungendo la condizione che l'oggetto sociale sia esclusivo. Ammontano a poco meno di cinquanta gli emendamenti dei parlamentari che la Commissione ha esaminato: come era prevedibile dalle reazioni suscitate dal decreto fin dal primo momento, molte delle proposte emendative chiedevano la cancellazione integrale dell’articolo. Alcuni emendamenti proponevano invece una riformulazione più restrittiva delle disposizioni dell’articolo 2, demandando la fissazione delle tariffe professionali ad un successivo decreto, su proposta dei Consigli Nazionali, per tutelare l'interesse generale; livelli massimi e minimi inderogabili vanno mantenuti per le prestazioni che incidono su interessi generali, mentre i compensi parametrati al raggiungimento degli obiettivi sono consentiti soltanto per le prestazioni non oggetto di riserva di competenze o che non incidono su interessi generali. Molti degli emendamenti proponevano di abrogare il divieto di pubblicità, ma limitatamente a quella di carattere informativo, e di inserire i requisiti di serietà e veridicità del messaggio. In generale è stato suggerito di riferirsi alle disposizioni deontologiche o pattizie e ai codici di autodisciplina. Rigorosi devono essere, secondo i parlamentari, i limiti alle società interdisciplinari di professionisti: deve risultare chiara la distinzione tra soci professionisti e soci non professionisti, e la responsabilità della prestazione. Appare chiara l’esigenza di una riforma organica della disciplina delle professioni intellettuali (richiesta anche da un emendamento del senatore Castelli, che ha proposto una delega al Governo su questa materia) ispirata a criteri di libero esercizio delle professioni intellettuali, libera competizione professionale e tutela degli interessi generali. Intanto oggi i professionisti manifestano in diverse città italiane contro il decreto. Il Comitato Unitario delle Professioni (CUP), il Consiglio Nazionale degli Ingegneri e i Consigli Nazionali di altre professioni si riuniranno questa mattina a Roma. Il Forum delle professioni intellettuali e il coordinamento dei CUP del nord Italia manifesteranno a Padova per dire no al decreto e chiedere con forza la riforma degli ordini professionali. Nel frattempo, sono stati spediti a Mastella migliaia di fax per chiedere che sia il suo Ministero a elaborare la normativa in materia di professioni.
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