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5+1AA, Metrogramma, RBA&GZPI vincono a Nansha
RISULTATI

5+1AA, Metrogramma, RBA&GZPI vincono a Nansha

di Cecilia Di Marzo

Master Plan e Centro Edifici Governativi tutti italiani

Vedi Aggiornamento del 11/08/2006
07/07/2006 – La gara internazionale per la Città dei Ministeri di Nansha , città cinese di nuova fondazione, è stata vinta da un team tutto italiano, composto da 5+1AA – Agenzia di Architettura Alfonso Femìa Gianluca Peluffo , Metrogramma , RBA (Ruggero Baldasso Architetto) e GZPI (Guang-Zhou Planning Institute). Il Master Plan e gli edifici governativi per la nuova città di Nansha sorgeranno su una superficie di 80 ettari e per un volume complessivo di 600.000 mc. «Il concorso nasce da una visione territoriale e urbana capace di interpretare i luoghi ed i paesaggi di una geografia ancora fortemente caratterizzata da elementi naturali e la volontà di progettare una sorta di città di nuova fondazione, confrontandosi con la “tradizione”, la cultura e la spiritualità cinese. Il paesaggio è fortemente caratterizzato, presentandosi come un lembo di terra inciso capillarmente da acqua e nuove infrastrutture di mobilità, progettate in previsione della forte crescita di tutta l’area: il progetto enfatizza la relazione tra la naturalità del bosco e l’artificialità dei campi agricoli, disegnando una quadra geometrica di fondiaria delimitata dal volume di bosco disposto tutto intorno, che poi risale il promontorio. L’area di progetto diviene così quasi un impronta, un nuovo calco nel territorio. Le architetture galleggiano sollevandosi dal suolo, si sovrappongono e si giustappongono disegnando insiemi urbani articolati ed eterogenei tra loro, interpretando la stratificazione del sistema monumentale degli edifici pubblici e dei templi cinesi. I materiali (pietra, acciaio, vetro) accompagnano questo rarefarsi degli edifici verso l’alto e permettono di ribaltare durante la notte i pesi dei volumi, lasciando galleggiare come anelli di luce i corpi interamente rivestiti da “pelli” di vetro cangiante. Il master plan si svela solamente attraversando e superando la cortina boschiva collocata tutt’intorno, creando a chi vi penetra l’emozione di un continuo gioco di sequenze prospettiche e di luoghi “segreti”, oltretutto tipici della cultura cinese. Una “monumentalità” contemporanea leggera, disegnata a partire dalla scelta fondamentale dello spazio aperto e del suo carattere rilevante».
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