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Recovery Plan, Draghi: ‘supervisione politica affidata al Governo, operatività agli enti locali’
LAVORI PUBBLICI Recovery Plan, Draghi: ‘supervisione politica affidata al Governo, operatività agli enti locali’
NORMATIVA

Tar Lombardia sulla disciplina dei parcheggi interrati

di Rossella Calabrese

Le norme sulle distanze sono derogabili per esigenze di congestione ambientale

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28/08/2006 - Con la sentenza n. 1715 del 5 luglio 2006, il Tar Lombardia ha respinto il ricorso presentato dai proprietari di un fondo contro un Comune che aveva rilasciato una concessione in sanatoria per la costruzione di un “box auto interrato”, il quale, secondo i ricorrenti, non sarebbe interrato. Secondo i ricorrenti il manufatto sarebbe più alto di quanto dichiarato, e violerebbe l’art. 9 della legge 122/1989 (legge Tognoli in materia di parcheggi), in quanto la derogabilità degli strumenti urbanistici e dei regolamenti edilizi opererebbe soltanto per i box interrati, mentre il box in questione sarebbe in parte fuori terra. I Giudici, nel respingere il ricorso, hanno ribadito due principi più volti statuiti dalla giurisprudenza amministrativa: - la dizione usata dal legislatore nell’art 9, primo comma, della legge 24 marzo 1989 n. 122, il quale consente ai proprietari di immobili di realizzare “nel sottosuolo degli stessi ovvero nei locali siti al piano terreno dei fabbricati parcheggi da destinare a pertinenza delle singole unità immobiliari, anche in deroga agli strumenti urbanistici ed ai regolamenti edilizi vigenti”, deve essere interpretata estensivamente, e quindi come comprensiva anche dei box seminterrati, purché realizzati, come nel caso in esame, entro l’area di pertinenza dell’immobile; - la possibilità di derogare agli strumenti urbanistici e ai regolamenti edilizi vigenti rende derogabili anche le norme sulle distanze delle costruzioni dai confini di proprietà, in quanto, a fronte di una disciplina speciale dettata dalla superiore esigenza di contrastare la congestione ambientale, la disciplina delle distanze, preposta alla salvaguardia di interessi prevalentemente privatistici di buon vicinato e di ordinato esercizio della proprietà, deve necessariamente recedere (cfr. Cons. Stato V, 3.7.1995 n. 1007).

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