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Virginia: ultimato il Janelia Farm Research Campus
ARCHITETTURA

Virginia: ultimato il Janelia Farm Research Campus

di Roberta Dragone

Il progetto porta la firma dell’architetto Rafael Viñoly

29/09/2006 – Sarà ufficialmente inaugurato il 5 ottobre prossimo ad Ashburn, in Virginia, il Janelia Farm Research Campus, il centro di ricerca dell’Howard Hughes Medical Institute (HHMI). Il progetto porta la firma dello studio statunitense Rafael Viñoly Architects PC, vincitore nel 2001 del concorso di progettazione indetto dall’HHMI. Il Janelia Farm include un laboratorio, sale conferenze ed appartamenti destinati agli scienziati in visita presso l’istituto. Nell’area in cui sorge il nuovo complesso trovano spazio fitte foreste insieme alla residenza signorile georgiana, inserita nel Registro nazionale dei Luoghi storici, che giace lungo il pendio che declina verso il fiume Potomac. Preservare la natura bucolica del sito è stato l’obiettivo principale di Viñoly. Di qui la scelta di creare una struttura in grado quasi di perdersi nel paesaggio naturale circostante. Il laboratorio, elemento chiave dell’intero complesso, è stato non casualmente ribattezzato “Landscape Building”. L’edificio si sviluppa in orizzontale, per una lunghezza complessiva di circa 305 metri; scelta che consente di dissimulare tutta la sua maestosità. Se fosse capovolto e quindi messo in piedi, il Landscape Building diventerebbe infatti un grattacielo di 85 piani. Costruito lungo il pendio nella forma di tre file di terrazze discendenti, il laboratorio si estende nell’area circostante secondo un graduale movimento ondulatorio, conformandosi in tal modo alla topografia del sito. La fila che si affaccia sul lato della collina costituisce il corridoio meccanico, dove terminano tutti i servizi. Quella centrale ospita i laboratori; mentre l’ultima striscia, quella che si affaccia sul lago, accoglie uffici e spazi di incontro che si alternano con le terrazze all’aperto. Un corridoio vetrato a tutt’altezza percorre su ogni piano l’edificio in tutta la sua lunghezza, separando gli uffici dai laboratori e consentendo la penetrazione della luce naturale. Le tre file sono bisecate da due atri, entrambi ancorati ad una maestosa scala a sbalzo che dà accesso a tutti e tre i livelli, e che consente l’uscita sul prato all’esterno. I due atri sono stati immaginati come spazi per l’interazione, che incoraggiassero gli incontri tra gli scienziati.
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