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LAVORI PUBBLICI

Codice degli appalti: avanti tra modifiche e ricorsi

di Rossella Calabrese

Prosegue l’iter del decreto correttivo del Ministro Di Pietro, su cui si registra l’intesa delle Regioni

Vedi Aggiornamento del 29/01/2007
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05/09/2006 - Si arricchisce di nuovi elementi il travagliato cammino del Codice degli appalti pubblici. Entrato in vigore il 1° luglio scorso, il Dlgs 163/2006 dopo pochi giorni ha perso i primi pezzi: dal 13 luglio infatti una norma inserita dal Ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, nel decreto “milleproroghe” (legge 228/2006) ha rinviato al 1° febbraio 2007 alcune disposizioni (tra cui trattativa privata e appalto integrato). Non pochi problemi si pongono agli operatori del settore che, già alle prese con la difficoltà di applicare una normativa tanto complessa quanto innovativa rispetto a quella previgente. E infatti a luglio la pubblicazione di bandi di lavori ha fatto registrare una riduzione del 40% in termini di valore rispetto all’anno scorso. Nel frattempo il Ministro ha messo a punto un decreto correttivo , approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri nel giugno scorso, che prevede, tra le altre cose, modifiche alla disciplina dei concessionari privati, al meccanismo di controllo delle certificazioni delle SOA da parte dell’Autorità di Vigilanza sui Lavori pubblici, alle procedure connesse alla VIA, ed è definita la normativa applicabile nel periodo transitorio. Ma i dissensi restano: le Regioni Lazio, Abruzzo, Toscana, Veneto e Provincia autonoma di Trento hanno presentato ricorsi alla Corte Costituzionale contro il Codice. La motivazione, come più volte denunciato, è l’invasione da parte del Codice della sfera di competenza legislativa degli enti locali. Tuttavia un’intesa è stata raggiunta nella Conferenza Stato-Regioni del 3 agosto scorso: fino all’entrata in vigore del decreto correttivo, si applicheranno le disposizioni normative delle Regioni in materia di appalti, in particolare quelle concernenti la stipulazione e l’approvazione dei contratti, il responsabile unico del procedimento, la pubblicazione dei bandi e le procedure di affidamento degli appalti d’importo inferiore alla soglia comunitaria, se non in contrasto con la normativa comunitaria. Il Codice degli appalti, infatti, disciplina alcuni aspetti sui quali molte Regioni hanno competenza legislativa, creando così situazioni di potenziale conflitto.

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