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PROFESSIONE

Riforma professioni, concluse le audizioni degli Ordini

di Rossella Calabrese

Il Ministero della Giustizia ha chiesto ai professionisti indicazioni per il disegno di legge di riforma

Vedi Aggiornamento del 14/11/2006
22/09/2006 - Si sono conclusi ieri gli incontri presso il Ministero della Giustizia tra il viceministro Luigi Scotti e i rappresentanti di Ordini e Associazioni professionali. Martedì 19 è stata la volta delle professioni tecniche (ingegneri, architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, geometri, geologi e periti industriali) cui il viceministro ha posto una serie di domande al fine di raccogliere indicazioni utili alla redazione del disegno di legge di riforma delle professioni. Nessuna domanda è stata però posta sulle tariffe, segno che su questo aspetto - al centro di polemiche all’indomani dell’abolizione dell’obbligatorietà dei minimi tariffari introdotta col decreto Bersani - il Governo non ha intenzione di negoziare. Ma l’argomento delle tariffe è stato ripreso pochi giorni fa da Raffaele Sirica, Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, il quale, con la Determinazione n. 2/2006 (allegata sotto), ha fornito indicazioni sul regime dei compensi professionali a seguito dell’entrata in vigore del decreto Bersani. Occorre ricordare che, oltre alle contestate misure liberalizzatrici introdotte dal decreto Bersani e al disegno di legge allo studio dei tecnici del Ministero della Giustizia, un testo organico di riforma del settore professionale è già in Parlamento: si tratta della proposta di legge n. 1216 presentata il 27 giugno 2006 alla Camera da Pierluigi Mantini, assegnata alle Commissioni riunite Giustizia e Attività produttive che ne avvieranno l’esame nei prossimi giorni. Nonostante la collaborazione con gli Ordini e le Associazioni, e la volontà del Guardasigilli di portare in tempi brevi il proprio disegno di legge in Consiglio dei Ministri, i professionisti confermano la manifestazione di protesta prevista per il 12 ottobre prossimo. Da non dimenticare, infine, la posizione delle Associazioni che riuniscono le professioni non ordinistiche: Assoprofessioni, nell’incontro con il Ministero, chiede il riconoscimento delle professioni e, contestualmente o in un secondo momento, quello delle associazioni.

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