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Terminato il concorso della Nuova sede Arpa di Ferrara

di Cecilia Di Marzo

Tecnologie avanzate e sostenibilità ambientale

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14/09/2006 – Il concorso di progettazione bandito dall’ Arpa - Agenzia Regionale Prevenzione e Ambiente dell' Emilia Romagna per la presentazione di un progetto preliminare relativa alla realizzazione della nuova sede della sezione provinciale di Ferrara si è concluso con l’aggiudicazione dei seguenti premi: 1° Premio Mario Cucinella (capogruppo), Mario Cucinella Architects, Tecnopolis S.c.a r.l., Debora Venturi 2° Premio Antonio Ravalli (capogruppo), Mezzadringegneria srl, Daniela Moderini, Siever plant engineering, Mauro Crepaldi, Simone Pelliconi 3° Premio Sinteco S.p.a., Uteco soc. coop., S.TE.P. snc, Studio Ceccoli e Associati, Eugenio Artioli Tra i requisiti richiesti per il progetto vi era il miglioramento della qualità delle prestazioni di Arpa attraverso strutture tecnologicamente avanzate, l’integrazione della nuova sede nell’area di interesse pubblico sovracomunale di via Bologna in coerenza con le previsioni urbanistiche della città di Ferrara, la caratterizzazione dell’intervento con criteri di sostenibilità ambientale e la realizzazione di un centro di formazione regionale. Il progetto vincitore del 2° premio, “rossodisera” , del gruppo capeggiato dall’architetto Ravalli, punta sul progetto dello spazio aperto come strumento di riqualificazione ambientale e paesaggistica. «Il progetto è organizzato attorno al ripristino e la ricostruzione di una rete idraulica superficiale che costituisce la spina funzionale e spaziale dell’intero sistema; a nord il fosso esistente viene prolungato fino a raggiungere il bordo dell’area di intervento, in prossimità dell’edificio piega e riprende il tracciato strutturando in diagonale l’area tra il manufatto e via Bologna. Il nuovo tracciato della linea d’acqua si deforma in due piccoli invasi in grado di assorbire esondazioni eccezionali e diventando occasione per strutturare uno spazio aperto ricco di vegetazione alofila semispontanea che rimanda alle immagini del paesaggio agrario e naturale. La spina è accompagnata da una banda arborea ed arbustiva che va a rafforzare ed integrare alcuni esemplari già presenti nel sito, il triangolo che definisce il lato ovest del sito sarà piantumato con un fitto bosco di aceri che rimanda ad un collegamento tra volumi verdi con il bosco previsto dal nuovo PSC per le aree oltre via Bologna. Un sistema di drenaggio longitiudinale dell’acqua di superficie diventa anche occasione di ridisegno dello spazio a parcheggio pubblico esistente e per il nuovo parcheggio di stretta pertinenza di Arpa, la rete di drenaggio sarà anche qui caratterizzata dalla presenza lineare di canneti. […] Il progetto di ampliamento si presenta come un anello ad un unico piano che circonda il vecchio edificio. I sistemi che lo governano sono basati su principi di alta efficienza e di basso costo secondo un profilo low_tech che ne possa garantire le alte prestazioni in termini termici e igrometrici. L’edificio esistente si presenta come un manufatto monolitico in calcestruzzo armato con un basso livello di efficienza termica. La soluzione di progetto, sempre in ottica low-tech, prevede un cappotto isolante montato a freddo sulle pareti esterne per limitare lo scambio termico accoppiato con una struttura a serra realizzata in policarbonato alveolare di ultima generazione tipo Rodeca latte da 40 mm. montato su sottostruttura metallica di 90 cm di spessore. Questa serra si dispone sulla superficie in calcestruzzo e occludendo in parte le bucature esisteni. Griglie servocomandate alla base e alla sommità permettono di controllare i flussi d’aria interno esterno. Questo dispositivo permette di utilizzare la serra in estate come intercapedine ombreggiante e parete ventilata ed in inverno come vera e propria serra e di recuperare aria riscaldata dalle quote di aperture esistenti che si affacciano direttamente nella stessa, abbattendo in maniera molto significativa il ricorso al contributo attivo generato dal campo geotermico esterno. La nuova struttura traslucida è in grado di illuminarsi e diventare sistema comunicativo, indicatore del livello di salute ambientale complessivo evidenziato nel colore di riverbero del policarbonato. Questo primo livello informativo è fruibile a più largo raggio dalla popolazione,già attraverso il dinamismo della mobilità carrabile di via Bologna. L’edificio di ampliamento parte dal riconoscimento dell’importanza della frontiera intesa come la superficie di relazione con l’esterno. Questa viene vista come il luogo di interscambio tra i due sistemi di grande e piccola scala».

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