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Torino: concluso il concorso della scuola di via Millio

di Cecilia Di Marzo

Per la nuova sede trasparenza e dialogo con il contesto

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20/09/2006 – Si è concluso il concorso di progettazione a procedura aperta e in forma anonima per la demolizione e ricostruzione della scuola media di via Millio 42 a Torino . L’ente banditore, la Città di Torino, ha deciso di aggiudicare la gara ad un raggruppamento temporaneo di imprese composto da Luca Braguglia, Alfredo Ingletti (3TI Progetti Italia), Fausto Ermanno Leschiutta, Antonio Viesti, Marco Gigliotti, Valerio Petrinca, Giorgio Antonazzo e Maria Antonietta Motta . IL PROGETTO VINCITORE «Il progetto si colloca in lotto residenziale i fase di trasformazione e si connota come un edificio dal forte carattere innovativo, caratterizzato da pieni e vuoti che si compenetrano. L’ambizione del progetto è quella di realizzare un edificio radicato del tessuto urbano circostante, ma allo stesso tempo, un punto di riferimento capace di dare ad esso una nuova identità; il progetto si colloca infatti nel contesto, ad una scala diversa: come elemento di raccordo e mediazione tra il pieno degli edifici già esistenti sull’area tra via Millio, Malta, Braccini e Osasco e il vuoto del giardino pubblico ad est del lotto. Il progetto è caratterizzato da diversi fronti: fronti continui, lineari che concludono la sequenza di edifici che insistono sull’area; fronti aperti, “interni”, su una corte che si pone in continuità visiva col giardino pubblico limitrofo, che entra così a far parte del progetto. Le funzioni più pubbliche sono quindi organizzate al piano terra, intorno alla corte interna: il piano terra è disegnato da due basamenti di forma irregolare, impronte dell’edificio sul suolo. L’edificio verso la città appare come un oggetto sospeso, aperto ad accogliere gli studenti; il corpo delle aule speciali, vero oggetto segnaletico, è concepito come un ponte tra il corpo della palestra e quello delle aule e realizzato come una trave di 30 metri di luce, un corpo scavato da fori cilindrici portanti che induce il visitatore a sollevare lo sguardo al cielo nell’atto di attraversare. L’edificio è attraversabile dallo sguardo. Tra edificio e percorso. Il progetto è un edificio-percorso . L’edificio rende fisico e visibile il movimento delle persone all’interno dello spazio; trasforma l’ immobile in un organismo vivo, dinamico; non un semplice contenitore di attività ma un generatore di movimento; capace di stimolare nuove relazioni tra persone e attività. Partendo da questa riflessione si è articolato e dato corpo alla sequenza delle attività e ai flussi, pubblici e privati, che li relazionano. L’edificio è la concretizzazione di questa sequenza. Il risultato è una sorta di meccanismo, in cui ogni spazio fluisce nell’altro, verticalmente, orizzontalmente o secondo un percorso inclinato e in cui il visitatore/fruitore si sente parte di un unico grande spazio continuo, nelle tre dimensioni. Il progetto della nuova sede della scuola media in via Millio, 42 esalta le qualità di trasparenza ed apertura, e la sua volontà di dialogo con il contesto attraverso una sequenza organizzata di spazi e funzioni: - il corpo su strada delle aule a didattica speciale concepito come un ponte tra il corpo della palestra e quello della didattica normale. E’ una struttura spaziale complessa, concepita come un pieno scavato da fori cilindrici, attorno ai quali si dispongono in sequenza le aule a didattica speciale: aula musica, aula linguistica, aula applicazioni tecniche, aula applicazioni artistiche, aula applicazioni scientifiche. Il ponte collega il corpo della didattica normale con il corpo delle attività sportive della palestra e degli spogliatoi, accessibile da una scala di collegamento interna. Il tetto del ponte è concepito come un giardino pensile. Le peculiarità dei tetti d'erba sono notevoli. Permettono anzitutto un notevole risparmio energetico abbassando notevolmente i costi di gestione. Abbiamo cercato di espandere il più possibile la zona di verde fino a farla entrare nel nostro progetto, un'area verde quindi che muta in continuazione rivelando mille sfaccettature colori e luci proprio seguendo l'esempio della città».

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