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Difetti delle opere edilizie, qual è il termine per denunciarli?
NORMATIVA Difetti delle opere edilizie, qual è il termine per denunciarli?
NORMATIVA

Test di cessione sui rifiuti inerti

di Rossella Calabrese

Secondo il Tar vanno effettuati alla fine del trattamento

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29/11/2006 - Con la sentenza n. 695/2006, il Tar di Trieste ha chiarito che i test di cessione sui rifiuti inerti destinati all’edilizia devono essere effettuati su campioni del materiale nelle condizioni finali d'uso, e non su campioni prelevati prima del trattamento. Il caso riguarda una cava cui era stata contestata la violazione dell'art. 9, comma 1, del DM 5 febbraio 1998 in tema di “test di cessione”, con la motivazione che il test sarebbero stato effettuato su un campione prelevato sul cumulo di rifiuti prima del loro recupero. I giudici hanno respinto il ricorso ricordando che il recupero dei rifiuti inerti è regolamentato nel punto 7.1.3. dell’allegato 1, suballegato 1 del DM 5.2.1998, da cui si evince che il test “deve essere effettuato su campioni del materiale ottenuto nella medesima forma fisica prevista nelle condizioni finali d'uso, e non certo su campioni prelevati dai rifiuti prima del trattamento, e quindi dopo e non prima del trattamento”. Ai sensi dell'art. 9, comma 3 del medesimo Decreto – continua la sentenza - "I test di cessione devono essere effettuati almeno ogni inizio di attività e, successivamente, ogni due anni e comunque, ogni volta che intervengano modifiche sostanziali nel processo di recupero dei rifiuti". Inoltre, il DM 5 aprile 2006 ha regolamentato in maniera ancor più rigorosa la fattispecie, stabilendo, in sostituzione del vecchio articolo, che: "Il test di cessione è effettuato almeno ad ogni inizio di attività e, successivamente, ogni 12 mesi salvo diverse prescrizioni dell'autorità competente e, comunque, ogni volta che intervengano modifiche sostanziali nel processo di recupero". Il trend dell’evoluzione normativa in materia – concludono i giudici - appare pertanto improntato all’evidente scopo di sottoporre l’attività di recupero a controlli e verifiche ancor più puntuali, onde evitare che attività nominalmente e dichiaratamente di recupero ne mascherino altre, di tipo diverso.

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