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RISPARMIO ENERGETICO

Allarme energia. CasaClima: il futuro è nelle nostre mani

di Roberta Dragone

Emergenza edilizia: tagliare lo spreco e coprire il fabbisogno rimanente passando dal fossile al rinnovabile

Vedi Aggiornamento del 08/02/2007
03/11/2006 – L’impatto del surriscaldamento del pianeta è totale. La situazione è talmente grave che nel 2050 servirà un altro pianeta. È il grave allarme lanciato dal direttore Ufficio Aria e Rumore di Bolzano e responsabile Casaclima Norbert Lantschner, in occasione del Convegno CasaClima organizzato nell’ambito del Saie di Bologna.

“Il futuro nelle nostre mani” l’emblematico titolo del convegno, che ha voluto sollevare ancora una volta la delicata e quanto mai urgente questione del risparmio energetico.
“Il consumo frenetico di energia fossile – denuncia Lantschner - è paragonabile al comportamento di un tossicodipendente”. Quasi il 90% di energia del nostro paese è infatti importata dall’estero. Eppure, insiste il responsabile del progetto CasaClima – nell’edilizia, nel residenziale e nel terziario si può fare molto per risparmiare energia. Dobbiamo cominciare ad investire per l’indipendenza, per passare dal fossile al rinnovabile, e rimanere un paese industrializzato.

L’intervento di Lantschner è stato focalizzato sul problema della sensibilizzazione alla questione risparmio energia, che nell’edilizia è diventata imprescindibile.
“I problemi – mette in guardia Lantschner - possono sorgere anche con altre fonti di energia”.
In Indonesia, ad esempio, è proprio la “fame di energia” a causare disastrosi incendi che oscurano il cielo. E questo avviene perchè si producono oli vegetali.
“Non basta sostituire un’energia con un’altra. Bisogna tagliare lo spreco, e poi decidere come coprire il fabbisogno rimanente”.

La certificazione energetica degli edifici costituisce senza dubbio un importante passo in avanti nel processo di sensibilizzazione al problema. Anche se non si tratta di un argomento così nuovo come si potrebbe credere. L’Italia vive la terza generazione di leggi sul risparmio energetico (373/76, 10/1991, dlgs 06/10/2006), eppure non sembra che questo abbia mai portato ad un approccio concreto alla questione, volto all’adozione di sistemi che consentissero un sostanziale risparmio di energia negli edifici.

Mentre oggi il nostro paese è in attesa delle linee guida per la certificazione energetica degli edifici, che ricordiamo è diventata obbligatoria dall’8 ottobre 2006, CasaClima rimane ancora il miglior esempio in Italia di regolamentazione della classificazione energetica degli edifici. Nella provincia autonoma di Bolzano il marchio CasaClima è obbligatorio da gennaio 2005.
Per ogni nuovo edificio costruito in Alto Adige è richiesto uno standard minimo di consumo energetico pari a 70 kwh/m² in un anno, corrispondente alla classe “C”. Ma gli edifici che si rientrano nella classe “C” – precisa Lantschner – non sono edifici certificati CasaClima. Il marchio è riconosciuto solo per tre categorie:

- CasaClima Oro, che corrisponde a 10 kwh/ m² in un anno. (CasaClima Oro è anche detta “Casa da un litro” in quanto necessita di un litro di olio di combustibile al metro quadrato in un anno);
- CasaClima A, anche detta casa 3 litri, che presenta un indice di calore inferiore ai 30 kilowattora per metro quadrato all’anno;
- CasaClima B, il cui consumo è inferiore ai 50/ kwh/ m² in un anno.

Nonostante la legge consenta la classe C – spiega il direttore Ufficio Aria e Rumore di Bolzano – oggi quasi il 10% delle costruzioni sono in classe A, con un consequenziale boom di vendita di materiali isolanti.

Ma Bolzano non rappresenta l’unico esempio. La Provincia di Milano ha istituito il Sacert, un ente per l’accreditamento dei certificatori della qualità energetica degli edifici.
“Abbiamo messo a punto – spiega il direttore del Sacert Giuliano Dall’O’ – la certificazione energetica “Best Class”, validata da un gruppo di ricercatori esperti del Politecnico di Milano.
Il documento tiene conto del solare termico, fotovoltaico e della bioclimatica. Involucro ed energia primaria sono i due indicatori per ottenere i livelli prestazionali efficienti.
Il sistema è scaricabile gratuitamente dal sito www.sacert.eu

A parte l’esempio della Provincia di Bolzano, ma anche delle Province di Milano, Trento, Vicenza, che si sono mobilitate per cambiare le regole nel proprio territorio, la situazione diffusa nel nostro paese non è tuttavia incoraggiante. L’efficienza energetica nei paesi europei vede l’Italia all’ultimo posto: invece di tagliare i consumi energetici, il nostro paese si sta persino allontanando del 20% dall’obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2 (6,5%) con cui ha ratificato il protocollo di Kyoto.

Giorgio Raffaellini – Dip.TAeD “Spadolini” dell’Università di Firenze – individua tre cause principali:
- la mancanza di controlli da parte dei comuni, nonostante gli obblighi;
- la struttura produttiva del nostro paese, prevalentemente di tipo artigianale, e quindi più interessata agli utili che alla qualità e all’innovazione;
- il conflitto di interesse delle pubbliche amministrazioni che non intendono alleggerire le tasse che deriverebbero dall’adozione di scelte impiantistiche sostenibili.

Occorre allora ricordare che, se ad oggi l’obbligo della certificazione energetica - con le conseguenze che ne derivano in termini di valutazione nel mercato immobiliare - riguarda solo gli edifici di nuova costruzione e gli interventi di ristrutturazione su edifici dai 1000 metri quadrati in su, a partire dal prossimo anno gli immobili che dovranno calcolare il proprio rendimento energetico non saranno più solo quelli di nuova costruzione.
Il tutto avverrà attraverso un percorso graduale:
Dal 1° luglio 2007 il certificato che attesti la capacità di risparmio energetico diventerà obbligatorio anche per gli edifici esistenti o in fase di costruzione alla data di entrata in vigore del dlgs 192/2005. Ma solo nel momento della compravendita.
Sempre dal 1° luglio 2007 diventa obbligatorio il “bollino verde” anche per gli edifici superiori ai 1000 metri quadrati, nel caso di compravendita dell’intero immobile.
Dal 1° luglio 2008 l’obbligo viene esteso anche agli immobili di superficie inferiore ai 1000 metri quadrati, ma sempre nel caso di compravendita dell’intero immobile.
A partire dal 1° luglio 2009 l’attestato di efficienza energetica non potrà poi mancare anche nelle compravendite di singoli appartamenti.
© Riproduzione riservata

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