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NORMATIVA

Architetti: il Codice deontologico secondo Bersani

di Rossella Calabrese

Modificate le norme su tariffe e pubblicità. A gennaio inizieranno alla Camera le audizioni sulla riforma delle professioni

Vedi Aggiornamento del 04/02/2010
28/12/2006 - Il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori ha modificato il codice deontologico per adeguarlo all’articolo 2 del decreto Bersani. È previsto infatti che “Le disposizioni deontologiche e pattizie e i codici di autodisciplina che contengono le prescrizioni di cui al comma 1 sono adeguate, anche con l'adozione di misure a garanzia della qualità delle prestazioni professionali, entro il 1° gennaio 2007. In caso di mancato adeguamento, a decorrere dalla medesima data le norme in contrasto con quanto previsto dal comma 1 sono in ogni caso nulle” (DL 223/2006, art. 2, comma 3). In primo luogo è stato sostituito, in tutti gli articoli, il termine “architetto” con “iscritto” in considerazione del fatto che sono quattro le professioni che fanno riferimento al CNAPPC e, quindi, al relativo codice deontologico. Il CNAPPC ha quindi modificato l’art. 14 del Codice eliminando il riferimento alle tariffe, e ha cancellato l’art. 16 che vietava la rinuncia al compenso. Nell’art. 35, che disciplina l’informativa, sono state inserite nuovi elementi tra quelli che il professionista può comunicare ai clienti: le caratteristiche della prestazione o del servizio e il prezzo della prestazione. Ricordiamo che le norme sull’informativa e sulla pubblicità (artt. 35, 35 bis e 35 ter) sono state riviste di recente, proprio al fine di adeguare i principi deontologici alle regole sulla concorrenza derivanti dalla normativa comunitaria. Oltre a queste modifiche, che entreranno in vigore il 1° gennaio 2007, il Consiglio Nazionale ha avviato una revisione complessiva del codice di deontologia professionale. E riprenderanno alla Camera, dopo le festività natalizie, le audizioni dei rappresentanti delle professioni sulla legge di riforma. Le audizioni saranno organizzate per area di competenza e saranno aperte non solo ad ordini e associazioni professionali, ma anche ad Antitrust, Censis e Cnel. Non è ancora approdato in Parlamento, invece, il disegno di legge presentato dal Ministro Mastella e approvato dal Consiglio dei Ministri il 1° dicembre scorso. Leggi tutto Prosegue intanto il progetto del Cup (Coordinamento Unitario delle Professioni) di raccogliere le 500.000 firme necessarie per presentare al Parlamento un disegno di legge di riforma degli ordini professionali, di iniziativa popolare, alternativo a quello messo a punto dal Ministro della Giustizia Mastella che non soddisfa i professionisti aderenti al Cup.
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