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NORMATIVA

ICI, entro domani il saldo del 2006

di Rossella Calabrese

Alla cassa i proprietari di immobili, suoli e terreni agricoli. L’importo va calcolato sulla base delle aliquote deliberate dai Comuni

Vedi Aggiornamento del 02/04/2007
19/12/2006 - Scade domani 20 dicembre il termine per pagare il saldo dell’Ici (Imposta comunale sugli immobili). Quella in scadenza è la seconda rata, che non riguarda, ovviamente, chi ha pagato l’imposta in un’unica soluzione il 30 giugno 2006. Oltre ai proprietari di immobili, aree edificabili e terreni agricoli, sono tenuti al pagamento dell’imposta anche i titolari del diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, del diritto di superficie, del leasing e il concessionario qualora si tratti di aree demaniali. Se il periodo di possesso dell’immobile è iniziato da meno di un anno solare, andrà pagata una quota proporzionale a tale periodo; un periodo superiore a 15 giorni comporta il conteggio del mese intero. Per calcolare l’importo da pagare occorre far riferimento alle aliquote deliberate dai Comuni per l’anno 2006; nei Comuni in cui l’aliquota ha subito modifiche, queste incideranno proprio sul saldo in scadenza. Per il 2006 moltissime città hanno rivisto al rialzo le proprie aliquote e in ben 58 Comuni si applica il valore massimo del 7 per mille. Per quanto riguarda le aree edificabili, è ormai indubbio che un’area è da considerarsi fabbricabile, e quindi soggetta a ICI, se è utilizzabile a scopo edificatorio in base allo strumento urbanistico generale adottato dal Comune, indipendentemente dall’approvazione della Regione e dall’adozione di strumenti attuativi. Lo ha stabilito il decreto Bersani (DL 223/2006 convertito nella legge 248/2006) all’art. 36, comma 2, e lo conferma una recente sentenza della Corte di Cassazione (n. 25506 del 30 novembre 2006) che ha interpretato l’art. 2, comma 1, lettera b), del Dlgs 504/1992. Ricordiamo che il decreto legge 262/2006 (collegato fiscale alla Finanziaria 2007) in vigore dal 3 ottobre scorso, ha introdotto alcune novità in tema di classamento catastale: ai sensi dell’art. 5, a decorrere dal 1° gennaio 2007, nelle unità immobiliari classificate E/1, E/2, E/3, E/4, E/5, E/6 ed E/9 (stazioni, porti, aeroporti, complessi fieristici, ecc.) non possono più rientrare immobili destinati ad uso commerciale. Di conseguenza queste attività, se hanno autonomia funzionale e reddituale, vanno riclassate e nel 2007 pagheranno l’Ici.

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