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NORMATIVA

Professioni, la deontologia si adegua al decreto Bersani

di Rossella Calabrese

Via dai codici deontologici le tariffe minime e il divieto di pubblicità. Intanto il Cup presenta un disegno di legge di riforma di iniziativa popolare

18/12/2006 – Si avvicina la data (1° gennaio 2007) entro la quale gli Ordini dovranno adeguare i propri codici deontologici alle disposizioni introdotte dal decreto Bersani, in ordine alle tariffe minime e alla pubblicità. In caso di mancato adeguamento, le norme in contrasto con la legge 248/2006 sono in ogni caso nulle.

Ricordiamo che la legge 248/2006 ha abrogato le disposizioni che prevedono:
- l’obbligatorietà di tariffe fisse o minime,
- il divieto, anche parziale, di svolgere pubblicità informativa sui titoli professionali, le caratteristiche del servizio offerto e i prezzi,
- il divieto di fornire servizi professionali di tipo interdisciplinare da parte di società di persone o associazioni tra professionisti.


Arriva, intanto, dal CUP (Coordinamento Unitario delle Professioni) la decisione di avviare la raccolta delle 500.000 firme richieste per presentare al Parlamento un disegno di legge di riforma degli ordini professionali, di iniziativa popolare. Insoddisfatti del disegno di legge messo a punto dal Ministro della Giustizia Mastella, approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il 1° dicembre scorso, gli Ordini aderenti al Cup hanno deciso di predisporre una propria proposta di legge.

Guarda oltre, invece, la proposta avanzata dal Colap (Coordinamento Libere Associazioni Professionali), che chiede l’istituzione di una cassa previdenziale facoltativa per i professionisti non regolamentati. “L’iscrizione alla cassa previdenziale – spiega il coordinatore nazionale Giuseppe Lupoi in un comunicato - dovrà essere libera ed inserita in un contesto generale in grado di valorizzare la liberalizzazione del mercato e la competitività delle offerte. Non riusciamo infatti a comprendere – sottolinea Lupoi riferendosi alla normativa vigente – come lo Stato possa obbligare il professionista ordinista ad iscriversi ad un ente previdenziale privato, senza possibilità di scelta”.

Ricordiamo che sono all’esame delle Commissioni Giustizia e Attività produttive della Camera, quattro disegni di legge di riforma delle professioni, presentate dai deputati Siliquini, Mantini, Vietti e Laurini. Le proposte puntano a riorganizzare le attività professionali, gli ordini e le associazioni, l’accesso alle professioni e le società tra professionisti. E domani si conoscerà il calendario delle audizioni: saranno ascoltati, tra gli altri, Cup, Colap, Assoprofessioni, Adepp, Confprofessioni, Fita-Confindustria, i sindacati e le associazioni dei consumatori.

Prosegue parallelamente l’iter del disegno di legge delega proposto dal Ministro della Giustizia, Clemente Mastella, approvato il 1° dicembre: sarà presto depositato al Senato e sottoposto alla Conferenza unificata.

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