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LAVORI PUBBLICI

Appalti pubblici: più vicina la riforma del Codice

di Rossella Calabrese

Oggi il Ministro delle Infrastrutture Di Pietro riferirà alle commissioni competenti di Camera e Senato

Vedi Aggiornamento del 16/10/2008
17/01/2007 - Oggi alle 11.00 il Ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, riferirà in Commissione Lavori Pubblici del Senato sugli orientamenti del suo Dicastero in ordine agli interventi modificativi del decreto legislativo 163/2006 (Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture). Alle 14.15 il Ministro sarà invece in Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera per un’audizione sulle problematiche riguardanti il Codice. Come è noto, il Codice è entrato in vigore il 1° luglio 2006, ad esclusione di alcuni istituti sospesi fino al 31 gennaio 2007 dalla legge di conversione del DL 173/2006. Lo slittamento al 1° febbraio 2007 ha riguardato le norme del Codice relative a: - centrali di committenza (art. 33) - divieto di subappalto per l’impresa ausiliaria, in caso di avvalimento (art. 49) - dialogo competitivo (art. 58) - accordo quadro nei settori ordinari (art. 59) - appalto integrato nei settori ordinari (art. 53 commi 2 e 3) - ampliamento della trattativa privata (artt. 56 e 57) È stato abrogato, tra i criteri per l’aggiudicazione dei contratti, quello relativo alla maggiore entità di lavori e servizi che il general contractor si impegna ad subaffidare a terzi (art. 177, comma 4, lettera f). Un primo decreto correttivo è stato già approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri nel giugno scorso ed è ora all’esame del Parlamento. Il provvedimento prevede la revisione del meccanismo di controllo delle certificazioni delle SOA da parte dell’Autorità di Vigilanza sui Lavori pubblici, le procedure connesse all’archeologia preventiva e alla VIA, la normativa applicabile nel periodo transitorio. Approfondisci Le ulteriori modifiche, contenute nel secondo correttivo , puntano – nelle intenzioni del Ministro - ad introdurre meccanismi più trasparenti, a ridurre il ricorso alla trattativa privata e a monitorare i flussi finanziari connessi alle opere pubbliche. Alcuni giorni fa il Ministro Di Pietro ha dichiarato di voler concludere la riforma del Codice entro questo mese; il 1° febbraio, d’altra parte, scade la sospensione disposta dal DL 173/2006. Approfondisci Ieri la Commissione Ambiente della Camera ascoltato i rappresentanti delle imprese di costruzione e di servizi per l’edilizia, delle organizzazioni di ingegneria e di architettura e dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici sulle problematiche derivanti dall’attuazione del Codice. Il Presidente dell’Autorità, Alfonso Maria Rossi Brigante ha evidenziato i pregi del Codice ma ha anche illustrato le problematiche applicative più rilevanti e controverse, proponendo ipotesi di riforma e revisione. Tra le altre cose, ha rilevato che nella norma relativa ai soggetti che possono essere ammessi alle procedure di affidamento (art. 34), manca l’indicazione dei liberi professionisti e delle società semplici, ai quali potrebbe essere concessa la partecipazione alle gare per servizi e forniture secondo la direttiva comunitaria e la previgente normativa (per i servizi di ingegneria era prevista, dalla legge 109/94, la partecipazione alle gare dei liberi professionisti).
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