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Di Pietro: entro gennaio modifiche al Codice appalti

di Rossella Calabrese

Limiti alla trattativa privata. I progettisti temono l’appalto integrato

Vedi Aggiornamento del 12/07/2007
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12/01/2007 - L’approvazione della riforma del Codice degli appalti è prevista per il mese di gennaio. Lo ha annunciato il Ministro delle Infrastrutture, Antonio di Pietro, attraverso il suo sito web personale. “La prossima riforma del Codice degli appalti da me voluta - scrive Di Pietro - ha come obiettivi l’introduzione di una maggiore trasparenza, la riduzione dei casi in cui è ammessa la trattativa privata e un più attento monitoraggio dei grandi appalti, includendo in questo anche i flussi finanziari connessi alla realizzazione delle opere. I controlli potranno in futuro essere attuati su tutte le imprese coinvolte, a partire dal general contractor”. E proprio la limitazione del campo di applicazione della procedura negoziata è uno dei punti più significativi della bozza del secondo decreto correttivo del Codice che è circolata nei giorni scorsi. Approfondisci L’intenzione di rafforzare i controlli sui flussi di carattere finanziario nel settore delle grandi opere era già stata espressa dal Ministro di Pietro nel corso di un’audizione in Commissione Ambiente della Camera tenutasi nel novembre scorso. Approfondisci “Gli accordi antimafia già presenti nel Codice - continua il Ministro nel blog - saranno resi più efficaci per prevenire e reprimere tentativi di infiltrazione mafiosa. Inoltre, l’impresa che ha già vinto una gara non potrà più acquisire ulteriori attività senza che sia pubblicato un bando informativo”. Lo sprint di questi giorni del Ministro è motivato dalla scadenza del 1° febbraio prossimo, data in cui entreranno in vigore le norme del Codice temporaneamente sospese. Ricordiamo infatti che il 1° luglio 2006 il Codice degli appalti è entrato in vigore, ad esclusione di alcuni istituti sospesi per sette mesi dalla legge di conversione del DL 173/2006. Lo slittamento al 1° febbraio 2007 ha riguardato le norme del Codice relative a: - centrali di committenza (art. 33) - divieto di subappalto per l’impresa ausiliaria, in caso di avvalimento (art. 49) - dialogo competitivo (art. 58) - accordo quadro nei settori ordinari (art. 59) - appalto integrato nei settori ordinari (art. 53 commi 2 e 3) - ampliamento della trattativa privata (artt. 56 e 57) È stato abrogato, tra i criteri per l’aggiudicazione dei contratti, quello relativo alla maggiore entità di lavori e servizi che il general contractor si impegna ad subaffidare a terzi (art. 177, comma 4, lettera f). Lo slittamento era stato disposto per consentire al Governo di modificare queste norme. E proprio per accelerare i tempi, in vista della scadenza della proroga, Di Pietro starebbe puntando ad inserire le nuove e più sostanziali modifiche elaborate nelle ultime settimane, nel primo decreto correttivo già approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri nel giugno scorso e ora all’esame del Parlamento. Intanto i Consigli Nazionali di Ingegneri, Architetti e Geologi hanno diffuso un comunicato stampa nel quale esprimono preoccupazione sulla possibile entrata in vigore delle nuove norme sull’ appalto integrato generalizzato . I professionisti temono che la nuova disciplina influisca negativamente sulla qualità del progetto e sulla qualificazione dei progettisti, e che riduca le capacità concorrenziali dei giovani professionisti a vantaggio delle imprese.

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