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Subappalti in edilizia: debutta il “reverse charge”

di Rossella Calabrese

Dal 1° gennaio i prestatori dei servizi emettono fattura senza Iva, che viene pagata poi dal committente

Vedi Aggiornamento del 18/04/2008
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03/01/2007 - È in vigore dal 1° gennaio scorso il sistema dell’inversione contabile nel settore dell’edilizia, introdotto dal comma 44 della legge finanziaria per il 2007. L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 37/E del 29 dicembre, ha fornito alcuni chiarimenti in merito all’applicazione del nuovo sistema contabile. Modificando il comma 6 dell’art. 17 del Dpr 633/1972, il meccanismo del “reverse charge” è stato esteso alle prestazioni di servizi, compresa la prestazione di manodopera, rese nel settore edile da soggetti subappaltatori nei confronti delle imprese che svolgono l’attività di costruzione o ristrutturazione di immobili. Il destinatario della cessione o della prestazione, se soggetto ad IVA, è obbligato ad assolvere l’imposta, al posto del cedente o del prestatore, in deroga al principio generale secondo cui debitore d’imposta nei confronti dell’erario, ai fini IVA, è il soggetto che effettua la cessione di beni o la prestazione di servizi. I prestatori dei servizi sono tenuti, quindi, ad emettere fattura senza addebito d'imposta; sarà il committente ad integrare poi la fattura con l'indicazione dell'aliquota e della relativa imposta e ad annotarla nel registro delle fatture emesse o in quello dei corrispettivi. Per individuare le prestazioni alle quali applicare il sistema del reverse-charge occorre fare riferimento alla sezione “Costruzioni” della classificazione delle attività economiche ATECOFIN (2004), consultabile sul sito www.agenziaentrate.it. Ai fini dell’applicazione del reverse-charge, i servizi forniti ai soggetti appaltatori o ad altri subappaltatori assumono rilevanza non solo se resi sulla base di un contratto di appalto ma anche se effettuati in base ad un contratto di prestazione d’opera. L’Agenzia precisa che restano escluse dal reverse-charge le prestazioni d’opera intellettuale, rese da professionisti (prestazioni rese da ingegneri, architetti, geometri, etc.). Devono ritenersi, inoltre, escluse dal reverse-charge le forniture di beni con posa in opera poiché tali operazioni, nelle quali la posa in opera assume una funzione accessoria rispetto alla cessione del bene, ai fini IVA costituiscono cessioni di beni e non prestazioni di servizi. Ricordiamo che questa disposizione è stata introdotta dal decreto Bersani (DL 223/2006) e sarebbe dovuta entrare in vigore il 12 ottobre dello scorso anno; successivamente una nota dell’Agenzia delle Entrate lo ha bloccato spiegando che sarebbe stata la legge di conversione del DL n. 262 del 3 ottobre 2006 a stabilire la data di entrata in vigore. Così non è stato, e la data di entrata in vigore è quella della Finanziaria 2007.

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