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NORMATIVA

Autonomie locali, arriva la riforma

di Rossella Calabrese

È prevista la riduzione delle Province, che potranno essere sostituite dalle Città Metropolitane

Vedi Aggiornamento del 20/03/2007
23/01/2007 - Nel Consiglio dei Ministri del 19 gennaio scorso, è stato approvato un disegno di legge per la ripartizione delle funzioni amministrative di Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, per l’adeguamento dell’ordinamento degli enti locali e dell’ordinamento di Roma capitale. Il provvedimento, che attua gli articoli 114, 117 e 118 della Costituzione (modificati dalla riforma del 2001), disciplina l’istituzione delle città metropolitane e contiene due ulteriori deleghe a effettuare la revisione delle Province e ad adottare la “Carta delle autonomie locali”. Tra le novità vi è una nuova distribuzione di poteri e funzioni degli enti locali, l’eliminazione di sovrapposizioni di competenze e la definizione di un interlocutore unico per ciascun servizio (es.: sportello unico per le imprese). Il provvedimento attribuisce ai Comuni le funzioni e i compiti amministrativi che incidono direttamente sulla vita dei cittadini; alle Province la programmazione e il coordinamento di attività attinenti il governo del territorio e la regolazione dei servizi a rete con il conseguente snellimento degli attuali organismi (es. Ato). La riforma introduce la possibilità per gli enti locali di associarsi - anche tra diversi livelli di governo (comuni e province) - per esercitare i propri compiti. Le Città Metropolitane , previste dalla legge 142/90, potranno sostituire le Province. Nuove Città Metropolitane potranno nascere, per iniziativa dei territori, e attraverso un referendum. Avranno un sistema elettorale sul modello dell’elezione diretta dei sindaci e potranno introdurre nei rispettivi statuti il diritto di voto nelle elezioni circoscrizionali agli stranieri in possesso di carta di soggiorno. Agli enti locali lo Stato potrà trasferire ulteriori funzioni amministrative, come previsto dall’articolo 118 della Costituzione, secondo i criteri della sussidiarietà verticale e orizzontale. A Roma Capitale vengono attribuiti poteri speciali in relazione a funzioni specifiche (es. edilizia pubblica e privata, trasporti, mobilità, servizi sociali). Le Regioni avranno nuovi compiti legislativi: la disciplina delle funzioni degli enti locali; il trasferimento agli enti locali di proprie competenze; la razionalizzazione dei livelli amministrativi locali. Sarà avviata una revisione delle Province , ottimizzando il rapporto tra estensione territoriale e popolazione residente. Nasce, infine, il Codice delle Autonomie locali . La definizione di compiti e funzioni degli enti locali, evitando duplicazioni e sprechi, e riducendo gli organi esistenti, consentirà - secondo il ddl - di ridurre i costi. In prospettiva, cambierà il sistema di finanziamento. Infatti, con l’attuazione del federalismo fiscale (art. 119 Costituzione), per la quale il governo si è impegnato a presentare un disegno di legge delega entro i primi mesi del 2007, finiranno i trasferimenti di risorse da parte dello Stato, sostituiti da tributi propri degli enti locali e compartecipazioni.
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