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URBANISTICA

Rapporto Apat sulla qualità dell’ambiente urbano

di Rossella Calabrese
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Presentati ieri a Roma i risultati relativi a 24 città: troppe auto, bene il verde, qualcosa si muove per la bioedilizia

Vedi Aggiornamento del 06/04/2009
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19/01/2007 - È stato presentato ieri a Roma, alla presenza dei Ministri dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, e dei Trasporti Alessandro Bianchi e dei sindaci di alcune città italiane, il III Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano elaborato dall'APAT (Agenzia per la protezione dell'ambiente). Per l’edizione 2006 si è notevolmente ampliato il numero delle città analizzate, che passa dalle 14 dell’edizione 2005, che riguardava le sole aree metropolitane definite dalla normativa, alle 24 della nuova edizione, che include tutti i capoluoghi di provincia con popolazione superiore a 150.000 abitanti. Poco confortanti i dati che emergono dallo studio: non diminuiscono i livelli di Pm10, ozono e biossido di azoto nell’atmosfera, il trasporto su strada costituisce la principale sorgente emissiva di inquinanti in oltre metà delle città considerate, aumenta però la disponibilità pro-capite di verde urbano, mentre i servizi idrici sono accettabili in tutte le città esaminate. Trasporti Il numero di automobili continua a crescere, in particolare al Sud, mentre il trasporto pubblico locale migliora in alcune realtà – con la diffusione dell’uso di carburanti alternativi e dei sistemi a chiamata – ma registra performances negative in altre zone a causa della carenza infrastrutturale e della bassa competitività. L’estensione della rete metropolitana è nettamente inferiore alla media europea; inoltre, sebbene 23 città sulle 24 analizzate abbiano avviato iniziative di mobility management, i risultati non sono soddisfacenti. Largamente insufficiente è poi la rete delle piste ciclabili. Acqua e rifiuti A livello nazionale la copertura del servizio di acquedotto appare accettabile e i servizi di fognatura e depurazione hanno un grado di copertura rispettivamente dell’84% e del 74,8%. Situazioni diversificate per la raccolta differenziata dei rifiuti: solo Padova, con circa il 40% di rifiuti raccolti in maniera differenziata nel 2004, supera l’obiettivo del 35% fissato dal Dlgs 22/97 per il 2003. Sostenibilità locale Il progetto europeo South-EU Urban Enviornmental Plans incoraggia l’ideazione e l’implementazione di Piani di gestione urbana sostenibile. In Italia si è rafforzato l’interesse da parte degli Enti locali per gli strumenti di pianificazione e programmazione a scala locale, come l’Agenda 21 Locale. Nelle 24 aree metropolitane studiate si è rilevato che il dominio ambientale in cui le Amministrazioni hanno impegnato maggiori risorse economiche è la gestione della mobilità, con un parallelo e crescente interesse sui temi della comunicazione, educazione e partecipazione ambientale, soltanto qualche anno fa del tutto inesistenti. APAT ha avviato la creazione, all’interno del sistema agenziale, di una rete di supporto allo sviluppo di sistemi di "bilancio ambientale" negli Enti Locali. Verde urbano Dal 1999 al 2003 è aumentato mediamente dell’1,4% nel 75% delle città il verde gestito dal Comune. Le aree protette limitrofe alle aree urbane hanno assunto sempre più importanza, come emerge dalla nascita, nel giugno 2006, del Coordinamento dei parchi periurbani e metropolitani. Bioedilizia Gli edifici possono contribuire con grande incidenza alla riduzione del consumo energetico grazie all’applicazione di buone pratiche progettuali e costruttive. La Pubblica Amministrazione inizia ad applicare con buoni risultati le tecniche e le tecnologie per il contenimento energetico degli edifici. Suolo L’espansione delle aree urbanizzate comporta il progressivo consumo di suolo e l’impermeabilizzazione del territorio. Nelle 24 aree analizzate si ha, in media, un’impermeabilizzazione pari all’8,5% del territorio provinciale a fronte di una media nazionale del 6,7%. Il consumo di suolo arriva, in alcune province, ad incrementi del 15% in 10 anni. Pianificazione locale L’integrazione tra le diverse politiche ambientali “settoriali” in area urbana può essere di importanza critica per la loro efficacia. La legislazione italiana prevede soprattutto l’integrazione tra politiche appartenenti allo stesso cluster ambientale, ad esempio “traffico e mobilità”; tuttavia diverse Regioni, in attesa del recepimento della Direttiva VAS (Valutazione Ambientale Strategica) a livello nazionale, hanno legiferato in materia e, tra le realtà considerate, quella della Provincia di Bologna, è stata una delle prime ad applicare i principi della Valutazione Ambientale Strategica a diversi piani provinciali. Per maggiori informazioni e per scaricare il Rapporto: www.apat.gov.it
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