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NORMATIVA

Condono Campania: nessuna corsia preferenziale

di Rossella Calabrese

Niente sconti per gli abusi edilizi in aree soggette a vincolo

Vedi Aggiornamento del 07/01/2009
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16/02/2007 – Nel question time di mercoledì scorso alla Camera, il deputato Michele Pisacane ha posto al Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Francesco Rutelli, una interrogazione concernente le pratiche di condono per abusi edilizi in aree vincolate nella Regione Campania.

Sono decine di migliaia – ha spiegato Pisacane – le pratiche di condono edilizio all’esame dei Comuni campani, presentate per effetto delle leggi n. 47 del 1985, n. 724 del 1994 e n. 326 del 2003. Nei territori vincolati il rilascio del titolo in sanatoria è subordinato al parere favorevole dell’amministrazione preposta alla tutela del vincolo, e nonostante regione Campania e sovrintendenza ai beni ambientali ed architettonici di Napoli abbiano stipulato un protocollo di intesa che prevede forme di cooperazione tra le amministrazioni, i tempi sono lunghissimi.

La soprintendenza – rileva il deputato – rilascia circa 100 nulla osta all’anno, di conseguenza un Comune impiegherebbe oltre 100 anni per smaltire 10.000 pratiche di condono. Inoltre, il recente Dpcm 12 dicembre 2005 ha introdotto l’obbligo di allegare la relazione paesaggistica all'istanza di autorizzazione paesaggistica, determinando un ulteriore appesantimento delle procedure.

Viene quindi richiesto un intervento del Governo, in termini di cooperazione istituzionale, per accelerare i procedimento di rilascio dei titoli in sanatoria, potenziando, ad esempio, il piano di dettaglio, quale strumento di valutazione sulla fattibilità di recupero degli immobili da condonare e di previsione di tempistiche certe per i procedimenti.

Il Vicepresidente Rutelli, ricordando che l’attuale situazione costituisce una pesante eredità della politica dei condoni attuata negli anni passati, ha affermato che non sarà predisposta alcuna misura di accelerazione delle procedure di legge; va invece seguito il normale iter per garantire la tutela delle aree sottoposte a vincolo paesistico-ambientale. Esistono i protocolli di intesa tra le amministrazioni, pertanto le lungaggini derivano esclusivamente dalla enorme mole di pratiche presentate in Campania.

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