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RISULTATI

Bari: al via la 2a fase del concorso per via Sparano

di Cecilia Di Marzo

I progetti finalisti per la ‘Bari che cambia’

Vedi Aggiornamento del 20/09/2007
26/02/2007 – Si è chiusa giovedì scorso la mostra dei 61 progetti, tra cui i cinque progetti finalisti e i cinque segnalati, che hanno partecipato al Concorso europeo di riqualificazione di via Sparano e degli spazi pubblici del quartiere murattiano a Bari . L’iniziativa del Comune di Bari di organizzare una mostra dei progetti si è rivelata un vero successo e ancor più lo è stato il dibattito pubblico svoltosi il 15 febbraio. La sala Murat, gremita di gente, ha ospitato un centinaio di persone fino alle 22. La sorte della “Bari che cambia”, evidentemente, sta molto a cuore ai cittadini che, finalmente coinvolti in una ‘architettura partecipata’, hanno sia espresso apprezzamenti circa i progetti selezionati, sia esposto alcuni dubbi sulla scarsa attenzione dedicata al verde. Non sono mancati gli attacchi degli ambientalisti che hanno accusato l’Amministrazione e, quindi, i progettisti, di voler distruggere uno dei giardini storici di Bari (Piazza Umberto). Tra le costanti in tutti i progetti finalisti, oltre all’interpretazione minimalista data del “salotto di Bari”, vi è via Sparano come asse Porto-Caserma Rossani. Il progetto “Bari Crossing” , del team guidato dall’ arch. Guendalina Salimei (t-studio), propone un intervento di ripristino di alcuni meccanismi fondamentali nel corretto funzionamento del borgo murattiano. «Riferendoci dunque alla scala del borgo murattiano, sono stati assunti alcuni ambiti sui quali proponiamo di agire: questi possono essere riassunti in quattro “barre” ed un parco lineare sopraelevato. Le quattro barre corrispondono a quattro assi viari a diversa vocazione urbana, il parco lineare affronta e risolve i problemi del quartiere murattiano sul fronte sud-est, laddove il fascio dei binari impedisce una corretta relazione tra interno ed esterno della città. In relazione all’intervento limitato all’asse pedonale di via Sparano l’obiettivo del nostro intervento è la salvaguardia delle “istituzioni commerciali”. Per far questo è necessario mettere nuovamente al centro dell’attenzione le grandi “cattedrali del commercio” restituendo loro dignità affinché i pochi simboli rimasti assumano un ruolo trainante nella riqualificazione sociale di questo settore urbano». I temi del progetto sono, dunque, il Sistema a “barre”, Via Sparano come “via Nuova”, il Superamento della barriera ferroviaria e la nuova centralità della triade Caserma Rossani – Stazione – Piazza Moro. Il gruppo barese guidato dal prof. Alberto Clementi fonda il progetto “Flesh and Stone” su tre punti cardine: 1. innervare lo spazio identitario di via Sparano con nuovi flussi e tecnologie avanzate in grado di migliorare la connettività ai territori-rete della contemporaneità; 2. utilizzare il progetto urbano di via Sparano per indurre positivi effetti di trascinamento della riqualificazione del centro città, combinandosi efficacemente con altre azioni pubbliche e private programmate dall’Amministrazione Comunale di Bari; via Sparano ritorna ad essere una centralità a scala metropolitana capace di competere con i grandi centri commerciali periferici; 3. assicurare la qualità delle trasformazioni fisiche e funzionali attraverso strumenti e procedure innovative: dallo strato base del suolo e sottosuolo a quello delle illuminazioni, delle vegetazioni, degli arredi, delle sonorità, delle fragranze, delle immagini multimediali oltre che, naturalmente, alla organizzazione della mobilità veicolare e pedonale della scacchiera. Interessante la proposta di utilizzare le siepi per gli allestimenti delle esposizioni floreali; si tratta di volumi stereometrici collocati su piastre che viaggiano su binari incassati nella pavimentazione, rievocando l’antico passaggio del tram su Via Sparano. Il progetto, “Ville en mutation” , del gruppo diretto dall’ arch. Mauro Saito , propone la «creazione di nuovi luoghi/sistemi urbani distinti da nuove destinazioni d’uso-temi di progetto: • Asse pedonale Nord-Sud (Porto-Borgo antico-via Sparano-Stazione-Caserma Rossani) • Passeggiata Waterfront (Castello-S.Chiara-S.Francesco-Dogana-Mura-Fortino-Barion) • Sistema Cultura Spettacolo (Lungomare-Pz.Massari-Corso V.Emanuele-Corso Cavour) • Assi minori pedonali Via Putignani (asse commerciale-spettacolo-istruzione) Teatro Petruzzelli - Scuola Garibaldi, Via Garruba (asse istruzione) Università-Manifattura dell’Arte-Accademia Belle Arti, Studi-Gallerie artisti, Via Manzoni (asse commerciale) La fattibilità del progetto urbano è legata alle modalità di attuazione previste, anche in variante al vigente PRG, e ai meccanismi premiali e compensativi che saranno individuati nell’ambito di possibili forme di partenariato pubblico-privato necessarie ai fini della realizzazione e gestione di alcuni interventi nella complessa operazione urbanistica descritta, come la ricucitura della città e la conseguente formazione di un nuovo parco urbano lineare e la formazione di parcheggi pertinenziali privati nel Murattiano. Ad integrazione delle suddette azioni per la valorizzazione dello spazio pubblico va considerata la necessità di un Piano del colore e dei materiali da redigere, che entri nel dettaglio normativo per la tutela delle facciate storicizzate, per l’unificazione delle vetrine e degli espositori degli esercizi commerciali di vendita e di ristorazione». Il progetto “Cambiamo la pelle” , dell’ arch. Pierpaolo Moramarco (capogruppo), parte da un’intenzione semplice: dare un ordine urbano unitario e riconoscibile ad un insieme disomogeneo di edifici e spazi aperti mediante un unico gesto, una quota unica per l’asse di via Sparano e le parti ad esso contigue in tutto il suo sviluppo longitudinale dalla stazione sino a corso Vittorio Emanuele. Il singolo isolato della griglia ottocentesca si estende, si trasforma in un’isola urbana, un continuum ad un tempo omogeneo seppur differenziato dalle naturali eccezioni dell’intero sistema. La stazione da un’estremità e la città vecchia dall’altra concludono la sequenza degli episodi che si genera sull’asse secondo una decantazione successiva. L’estremità ovest di via Sparano confluisce nella nuova configurazione della piazza antistante la stazione, raccoglie il flusso proveniente da questa porta della città e lo dirige verso piazza Umberto la cui vocazione di giardino è salvaguardata. Il sistema del verde esistente è per lo più integrato nel nuovo assetto della pavimentazione, lo spazio è attraversabile in tutta la sua estensione pur mutando nella sua destinazione d’uso secondo le vocazioni determinatesi nel corso del tempo. Infatti, le molteplici situazioni che attualmente interessano la vita della piazza sono conservate , ampliate e ripristinate come nel caso dell’ ex Caffè Umberto, edificio in stile liberty che nel progetto si riappropria della sua funzione partecipando al processo di rivitalizzazione dei luoghi. Il giardino si integra con la piazza, gli aspetti ricreativi e ludici sono maggiormente legati alla prima, (area gioco per i bimbi, caffè), mentre l’altra asseconda il suo ruolo di definizione dell’edificio pubblico che su di essa si affaccia: l’Università. “Reset” , il progetto dell’ arch. Lorenzo Netti (capogruppo), punta ad invertire la tendenza attuale con una pedonalizzazione progressiva dell'intero quartiere a partire dall'asse di via Sparano. Una pavimentazione continua ed omogenea, un lago di pietra, anche artificiale, che porta con se elementi di paesaggio, alberi, sedute, spazi verdi, sculture, che continuamente e in maniera irregolare ne segnano la superficie. L'idea è quella di trasformare, in tempi successivi, la scacchiera viaria del quartiere in una unica piazza pedonale diffusa. In questa logica le azioni iniziali di pedonalizzazione riguardano anche assi tra loro ortogonali. Poiché, pedonalizzando direzioni ortogonali tra loro, si riesce a cambiare la natura dell'impianto viario del quartiere da griglia di attraversamento urbano a "sistemi localizzati di accesso ai fabbricati". Il concorso prosegue ora secondo la tempistica prevista. Il prossimo 2 marzo avrà inizio la seconda fase con l’invio del documento preliminare all’avvio della progettazione. La consegna dei progetti preliminari è prevista entro il 2 maggio, la proclamazione il 18 giugno p.v. Altri quattro mesi, dunque, per conoscere il destino della “nuova via Sparano”.
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