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Riforma professioni, parte la raccolta firme del Cup

Riforma professioni, parte la raccolta firme del Cup

La proposta di legge di iniziativa popolare sarà portata in Parlamento

Vedi Aggiornamento del 21/06/2007
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 21/06/2007
14/03/2007 - Ha preso ufficialmente il via la raccolta di firme organizzata dal CUP (Coordinamento Unitario Professioni) per la presentazione in Parlamento di una proposta di legge di iniziativa popolare per la riforma delle professioni. Il Cup ricorda che i Presidenti dei Consigli Nazionali delle Professioni hanno aderito all’iniziativa, in un momento in cui le professioni intellettuali italiane vivono “gravissime preoccupazioni per le incertezze che gravano sul loro futuro derivanti dal processo di "riforma" delle professioni avviato dal Governo dal luglio 2006”. Le professioni – spiega il Cup – non condividono in primo luogo il decreto Bersani “caratterizzato dalla parzialità dell’iniziativa, poiché la "riforma" non ha tenuto conto della complessità e delle esperienze giuridiche della materia delle professioni”. Il DL Bersani – secondo il Cup – “si limita alla definizione di poche disposizioni che riassumono sommariamente soltanto alcuni aspetti dell'attività professionale, quali le tariffe vigenti, derogabili nei minimi anche per le procedure di evidenza pubblica, la c.d. "liberalizzazione" della pubblicità ed alcuni indirizzi in materia associativa”. Motivo di dissenso è anche il ddl Mastella sulla riforma delle professioni, giudicato “inadatto a ridisegnare nella sua interezza ed in maniera organica la complessa materia, della quale individua, in soli nove articoli, e quindi molto succintamente e con scarsa chiarezza, solo alcuni aspetti”. La proposta formulata dal Cup ha lo “scopo di dimostrare la volontà dei professionisti italiani di essere pronti ed aperti ad una riforma delle professioni”. Tra i principi della pdl vi è la netta distinzione tra attività professionale e attività imprenditoriale, la reintroduzione dei minimi tariffari inderogabili per le procedure ad evidenza pubblica, la conservazione degli attuali Ordini e Collegi. Il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, invita quindi tutti gli Ordini ad attivarsi per raccogliere le firme e per intraprendere qualunque iniziativa utile a portare in Parlamento la proposta di legge. Per saperne di più
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