Network
Pubblica i tuoi prodotti
Vai al prossimo articolo
Messa in sicurezza edifici e territorio, assegnati 1,85 miliardi di euro
LAVORI PUBBLICI Messa in sicurezza edifici e territorio, assegnati 1,85 miliardi di euro
NORMATIVA

Sui beni paesaggistici imposta di registro ridotta

di Rossella Calabrese

Il regime fiscale è lo stesso dei beni di interesse storico artistico

Commenti 3963
27/03/2007 - Il 23 marzo scorso l’Agenzia delle Entrate ha chiarito il trattamento fiscale, ai fini dell’imposta di registro, dei trasferimenti di terreni con annessi ruderi di fabbricati, ricadenti in aree protette. Il caso riguarda l’acquisto di un lotto composto da due ruderi e da terreni agricoli e boschivi, ricadente in “aree boschive e forestali e/o in ambito di reperimento per parchi, riserve ed aree naturali protette di interesse locale e soggetti, in caso di modifica, alla disciplina di cui all'art. 87 (autorizzazione paesaggistica) della Legge Regionale Toscana 3 gennaio 2005 n. 1”. Il notaio incaricato della stipula del contratto ha chiesto all’Agenzia delle Entrate se tali beni godano della imposta di registro al 3% (anziché al 7%), ai sensi dell’articolo 1 Tariffa parte prima, punto 4, D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131. Secondo il notaio andrebbe applicata l’aliquota ridotta, trattandosi di “immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale” (art. 136 del Dlgs 42/2004 Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio). L’Agenzia, dopo un excursus normativo sulla disciplina dei trasferimenti di immobili tutelati, afferma che anche i beni paesaggistici godono del regime fiscale di favore, al pari di quelli di interesse storico artistico e archeologico. L’aliquota ridotta si applica però a condizione che esista una dichiarazione di notevole interesse pubblico, emanata dalle autorità competenti ai sensi del Codice Urbani, o che il bene sia sottoposto a vincolo entro due anni dalla data di registrazione dell’atto.

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui