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NORMATIVA Tettoie, serve il permesso di costruire?
LAVORI PUBBLICI

Modificare le norme sull’appalto integrato

di Rossella Calabrese

La richiesta dei progettisti al Ministro delle Infrastrutture

Vedi Aggiornamento del 12/07/2007
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20/04/2007 - L’OICE (Associazione delle società di ingegneria e architettura), il Consiglio nazionale degli ingegneri, il Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori e l’ANCPL-Legacoop chiedono al Ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, di modificare le norme sull’appalto integrato contenute nel Codice degli appalti. I progettisti tornano quindi ad affermare la centralità della progettazione e, in una lettera, chiedono al Ministro Antonio Di Pietro di mantenere la promessa di modificare la disciplina dettata dall’articolo 53 del Codice degli appalti pubblici, attualmente sospesa fino alla fine di luglio. Leggi tutto Professionisti, società di ingegneria e cooperative di progettazione chiedono al Ministro di intervenire con il secondo decreto correttivo del Codice per modificare la norma attualmente sospesa. “La sospensione di alcune norme del Codice – affermano i progettisti - era stata annunciata l’estate scorsa dal Ministro proprio per cercare di trovare un accordo su come cambiare il testo attuale; ci attendevamo che nello schema di secondo decreto correttivo vi fosse traccia dell’impegno del Ministro, ma abbiamo trovato soltanto un rinvio della disciplina dell’articolo 53 all’entrata in vigore del regolamento generale del Codice e questo non risolve nulla perché è la norma del Codice da cambiare e con il regolamento nulla si potrà fare se prima non sarà modificata la norma di rango primario”. OICE, CNI, CNAPPC, e ANCPL chiedono quindi un’integrazione al secondo decreto correttivo affinché, modificando l’articolo 53, si possa poi lavorare sui dettagli nella messa a punto del regolamento. “La modifica dell’articolo 53 – spiegano – deve servire a ripensare la liberalizzazione dell’appalto di progettazione esecutiva e costruzione e a limitare fortemente, se non ad abolire, la possibilità di affidare sulla base del progetto preliminare questo tipo di contratto”. Per i rappresentanti dei professionisti, delle società di ingegneria e delle cooperative di progettazione “l’eliminazione della casistica prevista dalla precedente legge Merloni comporterà un abuso da parte delle stazioni appaltanti, che preferiranno trasferire sull’impresa di costruzione gli oneri progettuali, con una conseguente erosione del mercato dell’architettura e dell’ingegneria e un decadimento della qualità progettuale”. Viceversa, è questa la proposta dei progettisti , “occorre stabilire che l’appalto integrato può essere impiegato correttamente soltanto in alcuni casi, così come prevedeva la legge 109/94 e, per quel che riguarda la possibilità di affidare l’appalto di progettazione esecutiva e costruzioni sulla base del progetto preliminare (con in offerta il progetto definitivo), o si pensa ad una sua soppressione o bisogna stabilire che sia utilizzabile soltanto per lavori di grande dimensione e per le stesse fattispecie che consentivano in passato l’impiego dell’appalto concorso, cioè quando è essenziale l’apporto progettuale in sede di offerta in virtù dell’estrema complessità dell’intervento. Aspettiamo adesso che il Ministro si ricordi della promessa fatta”.

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