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TECNOLOGIE Edilportale Digital Forum, la quarta giornata della fiera virtuale dell’edilizia
PROFESSIONE

Proposta Inarsind per calcolare i compensi professionali

di Rossella Calabrese

Tre metodi da usare come linea guida per la redazione di contratti e parcelle di architetti e ingegneri

Vedi Aggiornamento del 30/09/2010
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05/04/2007 - Sul tema delle tariffe professionali, del quale tanto si sta discutendo negli ultimi mesi, arriva una proposta di Inarsind (Sindacato nazionale Ingegneri e Architetti liberi professionisti italiani). Si tratta di una metodologia per calcolare la remunerazione per i servizi professionali, in relazione alle diverse tipologie contrattuali, da usare come linea guida per la redazione di contratti e di parcelle negoziate. In Italia - secondo Inarsind - è palese la totale inadeguatezza delle tariffe attuali, che suggeriscono remunerazioni in misura estremamente diverse, per attività similari, senza alcuna giustificazione; dall’altro lato non sembra ragionevole eliminare ogni riferimento a parametri oggettivi per la valutazione dei compensi, nell’interesse sia del professionista, sia del committente. La proposta prende spunto da due studi relativi agli aspetti legali ed economici dei contratti di progettazione: il primo è quello pubblicato dalla FIDIC (Federazione Internazionale Degli Ingegneri Liberi Professionisti) intitolato “Linee Guida per la selezione dei consulenti” ; FIDIC raccomanda l’adozione del sistema basato puramente sulla qualità del progettista (Quality Based Selection o QBS), in cui il fattore economico è oggetto di negoziazione individuale durante la selezione. Il secondo affronta il tema dei “Rapporti legali tra cliente e architetto, ingegnere o consulente” (DNR 2005) ed è frutto della collaborazione tra le associazioni degli architetti e degli ingegneri olandesi (la BNA, Royal Institute of Dutch Architects e la ONRI, Organisation of Consulting Engineers). Secondo questo documento il valore di un contratto professionale è normalmente composto da tre voci: la parcella per il progetto, il costo della “supervisione” (direzione dei lavori), le spese (che includono viaggi, indagini, strumentazioni, copie, presentazioni, comunicazioni, visure, attività di gara). Indicativamente vengono suggerite tre modalità di base alternative per la definizione della parcella: a percentuale sul valore delle opere, a costo orario, a forfait fisso. La proposta di Inarsind si pone l’obiettivo di elaborare un metodo che tenga conto di un campo di applicazione vasto , di chiari contenuti della prestazione , e di una certa flessibilità territoriale della remunerazione, per adattarsi alle diverse dimensioni e localizzazioni degli studi. Fondamentale importanza riveste, inoltre, la quantificazione della parcella: si ritiene che l’importo della remunerazione non possa essere legato ad una prestazione generica, ma solo al dettaglio delle prestazioni fornite ed al relativo impegno orario. Ultimo aspetto da considerare è quello delle condizioni al contorno : la tariffa minima inderogabile non ha alcun senso, rischia anzi di avere implicazioni negative, in un contesto in cui non esista un puntuale e rigido controllo della qualità della prestazione. Rifacendosi al documento DNR 2005, Inarsind propone le tre modalità alternative per remunerare i servizi professionali: - a percentuale sul valore delle opere; - a costo orario; - a forfait fisso. La scelta tra di essi può essere effettuata dal committente in sede di gara (per le opere pubbliche), o insieme al professionista (per le opere private). La remunerazione a percentuale In questa ipotesi di remunerazione, è previsto un compenso base e diversi parametri correttivi o integrativi; la remunerazione è legata alla seguente formula: K = m / (log C)1,5 ove K è il compenso in percentuale sul costo totale delle opere in euro ( C ) ed m è un coefficiente variabile tra 0,9 e 1,45, in relazione alla tipologia di opera, come edifici (1,25), infrastrutture puntuali (1,45), infrastrutture a rete (0,9). Per tutte le opere si prevedono coefficienti di adeguamento per la complessità del progetto, che coprono la presenza di sisma, di locali interrati o di terreni acclivi, il caso del restauro, il progetto di interni. Incrementi specifici sono legati all’urgenza con cui è richiesta la consegna del progetto. Determinato il corrispettivo totale per l’opera, si forniscono parametri per suddividere l’importo tra le varie discipline e le varie fasi. Remunerazione a costo orario Occorre innanzitutto determinare i costi orari unitari dei singoli professionisti, ovvero quelli medi dello studio, e quindi calcolare il numero di ore/uomo necessarie per svolgere la prestazione. Ciò va fatto tenendo conto di tutti gli elementi costitutivi del costo industriale, come la formazione, il coordinamento, i costi di sede e attività. Si può partire dal costo annuo dei collaboratori, per pervenire al costo complessivo della prestazione, che però include una serie di altri fattori quali costi di formazione, costi di coordinamento, costi indiretti. Per determinare il costo presunto di una prestazione occorre quindi moltiplicare il costo orario medio per il numero di ore stimate per ogni singolo elaborato. Remunerazione a forfait fisso Una valutazione dell’importo di remunerazione deve necessariamente essere fatta sulla base di un metodo analitico. Si suggerisce che essa sia basata su entrambi i metodi precedenti (a percentuale e a costo orario) e che sia legata comunque al costo preventivo delle opere. Tale valore deve essere condiviso dal committente e dal professionista. In questo caso si suggerisce che sia attivato un unico incarico di servizi integrati, ad un unico professionista, e che sia soggetto ad un meccanismo di premio. Laddove il professionista riesca a contenere i costi al di sotto del preventivo di progetto (da verificare alla fine dei lavori), egli avrà diritto ad un premio, proporzionato al minore costo (indicativamente il 10%). Conclusioni Le simulazioni di compensi effettuate con i differenti metodi conducono a valori di ordine comparabile. Tuttavia - spiega Inarsind -, mentre la tariffa minima italiana non consente di adattare la remunerazione al singolo caso, gli altri metodi permettono di calibrare il compenso sulle effettive complessità ed esigenze specifiche del progetto. Si noti altresì come il metodo a forfait coinvolga anche il progettista nel perseguimento dell’obiettivo del committente. E’ chiaro che un tale meccanismo può essere attivato esclusivamente in regime di totale validazione dei progetti .

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