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Arco: concluso il concorso per sede Protezione civile
RISULTATI

Arco: concluso il concorso per sede Protezione civile

di Cecilia Di Marzo

Marco Angelini, Fabio Rossa e Ivan Larcher i primi tre classificati

05/04/2007 – Il concorso di progettazione per la realizzazione del nuovo centro per la Protezione civile in località Caneve, nel Comune di Arco (TN), bandito lo scorso 26 ottobre, si è concluso con la seguente classifica: 1° - arch. Marco Angelini di Brescia (capogruppo) con l’arch. Glauco Pigoli di Leno (BS) e l’ing. Alfredo Ingletti studio 3TI Progetti Italia Ingegneria Integrata s.r.l. di Roma; 2° - arch. Fabio Rossa di Bolzano (capogruppo) con l’arch. Stefano Daprà di Bolzano, l’ing. Bruno Moratelli studio Saitre s.r.l. di Aldeno (TN) e l’ing. Alessandro Adami di Pomarolo (TN); 3° - arch. Ivan Larcher di Taio - TN (capogruppo) con l’arch. Christian Paganini di Dimaro (TN) e l’arch. Bruno Mariotti di Vermiglio (TN). Come si legge dal bando “Il Comune di Arco ha inteso promuovere questo concorso di progettazione per ottenere una partecipazione qualificata di soggetti al fine di acquisire il progetto preliminare più idoneo, scegliendolo tra un ampio ventaglio di soluzioni presentate”. Il progetto 3° classificato, dell’arch. Ivan LARCHER , è denominato VITA . «Perché chiamare questo progetto VITA? La motivazione è duplice: un aspetto è legato all’oggetto del concorso, infatti la costruzione di un complesso edilizio che comprende una efficiente ed attrezzata caserma dei Vigili del Fuoco Volontari ha come effetto quello di garantire, tutelare e prolungare la VITA dell’uomo, degli animali, delle piante e dell’ambiente. L’altro aspetto che è anche la risposta al precedente è dato dalla filosofia del progetto: si è voluto realizzare un complesso edilizio che per propria natura concorra al miglioramento della qualità della vita». Tra gli elementi che hanno «caratterizzato e vincolato in maniera non sempre positiva il percorso progettuale. Tali elementi sono: il Sole, il Fuoco, l’Acqua. − il Sole: è la principale fonte di VITA della Terra e in questo progetto lo si è voluto “catturare” per dare luce, calore ed energia al complesso, garantendo così una parziale autonomia dalle tradizionali fonti di approvvigionamento energetico; − il Fuoco: è un elemento spesso causa di distruzione e di morte, la protezione dell’uomo e dell’ambiente da quest’elemento è garantita dall’azione generosa dei Vigili del Fuoco. Quest’elemento ci ha portati a scegliere una struttura portante delle coperture con elementi di grosse dimensioni in legno lamellare in modo da garantire un’elevata resistenza al fuoco; − l’Acqua: si tratta di un’altra importante fonte di VITA ed è anche l’elemento che simbolicamente vince il fuoco. In questo progetto l’acqua diventa un elemento da preservare e recuperare […]. L’input progettuale è nato dall’esigenza di coniugare le specifiche funzioni descritte dettagliatamente dal bando con la volontà di creare un’architettura che sia espressione di quell’energia VITALE che da sempre caratterizza il fondamentale operato dei Vigili del Fuoco e che costituisce l’anima del progetto qui proposto. Il risultato è quello di un vero e proprio organismo architettonico, un unicum costituito da elementi formalmente distinti che rispondono alle diverse esigenze funzionali: l’autorimessa, il corpo centrale, la torre. L’ autorimessa è costituita da due volumi di diverse dimensioni destinati ad accogliere rispettivamente: - nell’ala corta i mezzi di primo soccorso in caso di incendio o di incidente stradale oltre all’officina e alla zona di lavaggio e deposito manichette; - nell’ala lunga i mezzi destinati ad interventi specifici di minore utilizzo e/o in seconda partenza oltre ai magazzini del materiale generico e al deposito bombole in pressione separato dall’autorimessa. La struttura portante dei due volumi è in calcestruzzo, la copertura è in legno lamellare interrotto dai lucernari che garantiscono un’illuminazione naturale diffusa. […] Il corpo centrale (pluripiano) accoglie - al piano terra (1580mq) le funzioni logistiche e distributive - al primo piano (535mq) le funzioni direttive e di controllo delle attività del Corpo dei Vigili del Fuoco - al piano interrato (1100mq di cui 420 di volume chiuso) il deposito del materiale per grandi calamità e/o dei mezzi non utilizzati oltre a una zona destinata a parcheggio per le auto dei volontari. La torre , vero e proprio simbolo dei Vigili del Fuoco, rappresenta un punto di riferimento nello skyline leggermente ondulato della zona, permettendo l'immediata identificazione del complesso. Essa si erge all’estremità dell’ala corta sopra il volume destinato al lavaggio delle manichette e regge al contempo la scala con il castello di manovra. A sud il lotto viene sfruttato per la manovra degli automezzi di servizio in uscita ed in ingresso, l’area di atterraggio dell’elicottero, il verde. In conclusione, il progetto indifferente ad un atteggiamento di facile ed anacronistico mimetismo formale, si è proposto di interpretare il complesso rapporto tra novità e tradizione, recuperando a volte gli elementi a volte i materiali consolidatisi nell’architettura locale». Il progetto dell’arch. Fabrizio ROSSA , 2° classificato, ispirato dai tre elementi naturali con cui deve operare un volontario della protezione civile, acqua sabbia e fuoco, fa ricorso al vetro. «Il vetro è materia, luce e trasparenza. Materia, luce e trasparenza sono gli elementi su cui si fonda il nostro progetto. […] Il progetto ha come elemento determinante la realizzazione di un impianto architettonico in grado di separare nettamente gli spazi, siano essi interni che esterni, in base alla loro funzione, eliminando le sovrapposizioni fra le attività di esercitazione e quelle di pronto intervento. L'organizzazione del complesso evidenzia, a quota 0.00, il grande piazzale per la manovra dei mezzi sul quale si distribuiscono i portoni di accesso alle autorimesse; tale spazio comunica direttamente con il corpo principale degli uffici e con l'officina. Sul lato nord del lotto viene a trovarsi un'area a parcheggio destinata alle autovetture del personale e dei visitatori, da tale piazzale si accede direttamente al corpo centrale, al magazzino ed all'officina. Sul lato opposto viene ricavata la rampa di accesso alla quota -4.70, rampa che avrà una pendenza inferiore al 12%. A questo livello viene ricavato il piazzale per le esercitazioni. La quota del terreno esistente consente la realizzazione di magazzini interrati e porticati per il ricovero di attrezzature e mezzi. Nel piazzale viene inoltre a posizionarsi il castello di manovra, sul quale è prevista l'installazione di una parete di roccia e, al piano terra, il locale per l'asciugatura tubi. […] L'impianto utilizza una tipologia a corte aperta. L'elemento centrale è chiuso dal “telaio-cornice”, elemento stabilizzatore che definisce e contiene le sequenze di pareti in muratura e vetro. I corpi laterali sono corpi semplici con portoni sezionali vetrati ad apertura rapida protetti da una veletta in metallo. Il progetto vuole esprimere la sincerità della rappresentazione delle sue parti attraverso l'utilizzo dei materiali, che appaiono per quello che sono: cemento, muratura, vetro, metallo. Cemento è la cornice stabilizzatrice, elemento duro, semplice e regolare come il materiale che la costituisce. Muratura sono le propagazioni delle ali che vanno a penetrare il corpo centrale per riapparire sul lato ovest. Vetro e metallo è il corpo centrale, materia di congiunzione tra le varie parti ed i vari volumi. Grande importanza è stata data al rapporto costruito-ambiente a partire dalla scelta dei materiali fino all'ipotesi di autosufficienza energetica. A questo riguardo sono stati pensati alcuni accorgimenti: - riduzione dell'impatto sul territorio: attraverso l'utilizzo di coperture piane a verde estensivo, in grado di ottimizzare il recupero delle acque piovane; - utilizzo di fonti energetiche alternative e rinnovabili: pannelli fotovoltaici e pannelli solari, che potranno essere posizionati sulla copertura a telaio del corpo centrale; - risparmio energetico: tramite adeguate coibentazioni e l'utilizzo di pareti ventilate che regolano naturalmente i flussi di calore all'interno della struttura si prevede un consumo annuo inferiore o uguale a 50 kWh/m a; pertanto il consumo annuo della struttura è stimato in 5 litri di gasolio a metroquadro.
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