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Teatro Marenco: il concorso concluso con due ex aequo

di Cecilia Di Marzo

La Fondazione Marenco sceglierà il progetto definitivo

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03/04/2007 - Si è concluso il concorso di progettazione, bandito dalla Fondazione del Teatro Romualdo Marengo, per il completo recupero dell'edificio teatrale Romualdo Marenco , nel Comune di Novi Ligure. L'obiettivo generale del progetto consisteva nella valorizzazione e ristrutturazione dell'immobile, collocato in una zona centrale della città, per restituirlo alla sua funzione originaria. Durante il Consiglio di Amministrazione della Fondazione, al quale hanno partecipato i soci che fanno parte della stessa, sono stati illustrati i due progetti preliminari che hanno ottenuto il massimo punteggio. Il primo premio è stato assegnato ex aequo al gruppo coordinato dall'arch Giovanni Battista Di Muzio di Novi Ligure, composto da Antonio Morettini, Laura Daglio, Marcella Gualco, Gabriele Grosso, Giovanni Guglielmini, Paolo Cavallini, Gianluca Nieddu, Alberto Maccabruni, Alessandro Pasini; consulenti: Guido Manzone, Carlo Leva e all’arch. Giorgio Pasquini di Pistoia capogruppo del team formato da Alessandro Suppressa, Stefania Bertano, Andrea Caracciolo, Simone Martini, Andrea Fedi, Pierluigi Betti, Marco Fritelli, Antonio Matucci; consulenti e collaboratori: Sergio Galligani, Franco Passerotti, Fabio Troise, Giuseppe Bigoni. Entrambi i progetti presentano elementi importanti e grande qualità negli interventi di recupero della struttura, pur in presenza di alcune criticità. Spetta ora al Consiglio di Amministrazione della Fondazione Marenco stabilire i criteri per arrivare all'elaborazione del progetto definitivo. Il progetto dell’ arch. Pasquini vede nel recupero del “Nuovo teatro Marenco” «l’occasione per la costituzione di un nuovo polo culturale e sociale, capace di configurasi quale elemento catalizzatore e rivitalizzante dell’intero centro storico. Il progetto, oltre a prevedere il completo riordino e miglioramento della funzionalità di ogni aspetto (acustica, visibilità, scenotecnica, impiantistica, servizi, ecc.) dell’ originale “macchina teatrale”, ha elaborato nuovi schemi distributivi e funzionali, con un sistema diversificato e flessibile di uso degli spazi, degli accessi e dei percorsi. Sul piano dell’utilizzo degli ambienti si è delineata un’autonomia funzionale di ogni parte senza però perdere la valenza dell’intero complesso caratterizzato dai tre nuclei funzionali costituiti da: 1. l’ingresso foyer e il soprastante ridotto; 2. La sala e la torre scenica; 3. La casa De Giorgi. A questi tre nuclei si devono aggiungere gli indispensabili spazi dedicati ai percorsi ed ai servizi, concepiti e riorganizzati per garantire il più alto grado di funzionalità, flessibilità e accessibilità ottenibili. Il recupero della valenza urbana e della dimensione di polo culturale della città si sviluppa e prende vita attraversando simbolicamente l'asse costituito dalla triade platea - fossa - palcoscenico; tale asse simbolico e progettuale si prolunga e si amplia in una dimensione di urbanità attraverso la nuova connotazione assegnata alle due estremità l’atrio-foyer su via Girardengo e la Casa De Giorgi sul lato opposto del complesso. Affianco al restauro scientifico (sala, scale e vestibolo, atrio-foyer, facciate, casa de Giorni), condotto con metodologia e materiali propri di questa tipologia d’intervento, il progetto introduce, in quegli elementi di riqualificazione, rifunzionalizzazione e nuova realizzazione (torre su vicolo del teatro, copertura della corte, atrio-foyer e camerini,) un linguaggio di equilibrata contemporaneità». Per maggiori informazioni

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