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LAVORI PUBBLICI

Authority: le università non possono partecipare alle gare

di Rossella Calabrese

Gli enti pubblici, le università ed i dipartimenti universitari vanno esclusi perché non sono operatori economici

Vedi Aggiornamento del 12/11/2010
07/05/2007 – Gli Enti pubblici, le Università ed i Dipartimenti universitari non possono partecipare alle gare di appalto.

Lo afferma l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, con la deliberazione 119 del 27 aprile 2007 , a seguito della contestazione da parte dell’OICE (Associazione delle Organizzazioni di Ingegneria, di Architettura e di Consulenza tecnico-Economica) e dell’impresa Agriconsulting, di alcuni bandi che individuavano, come soggetti ammessi alle gare, oltre ai soggetti indicati dall’articolo 34 del Dlgs 163/2006 , anche “raggruppamenti temporanei di Enti pubblici e privati, Università, dipartimenti universitari, istituti di ricerca”. Secondo l’Oice, agli affidamenti di servizi possono partecipare solo i soggetti rientranti nella definizione di “operatore economico”.

L’articolo 34, comma 1, lettere a), b), c), d) e) ed f), del Dlgs 163/2006 – spiega l’Authority – individua i soggetti cui possono essere affidati i contratti pubblici: sono quelli che rivestono la qualifica di “operatore economico”, cioè gli imprenditori, i fornitori e i prestatori di servizi o i raggruppamenti o consorzi di essi. La caratteristica che accomuna le suddette figure è l’esercizio professionale di un’attività economica.

L’Authority fa riferimento all’articolo 2082 del codice civile, secondo il quale “imprenditore” è colui il quale svolge un’attività con le seguenti caratteristiche: a) esercizio di un’attività economica, b) in modo professionale, c) mediante organizzazione, d) al fine della produzione e dello scambio di beni o servizi.

Di conseguenza, sono escluse le Università e i Dipartimenti universitari, perchè rivestono una finalità diversa dall’attività economica, come noto rivolta alla produzione di ricchezza.

Con precedenti deliberazioni (n. 179/2002 e n. 83/2007) l’Autorità ha ribadito che “stante il carattere tassativo dell’elenco dei soggetti aventi diritto ad essere affidatari di incarichi di progettazione, contenuto nell’art. 17 della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., risulta non conforme al dettato normativo l’affidamento di detti incarichi a dipartimenti universitari, fatta salva la possibilità per gli stessi di costituire apposite società in base all'autonomia riconosciuta alle Università dalla legge 168/1989.”

Allo stesso modo, per quanto attiene gli Istituti di ricerca, è necessario effettuare, caso per caso, la verifica del relativo Statuto al fine di valutare gli scopi istituzionali per i quali sono stati costituiti.

Questo principio si applica anche alla disposizioni di cui all’articolo 34 del Dlgs 163/2006, che contiene un elenco tassativo dei soggetti ammessi a partecipare alle procedure di affidamento dei contratti pubblici.
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