Carrello 0
MERCATI

In mostra a Milano il settore immobiliare italiano

di Rossella Calabrese
Commenti 4647

Nella terza edizione di EIRE, obiettivo puntato sui progetti di recupero delle aree industriali dismesse

Vedi Aggiornamento del 08/06/2007
Commenti 4647
23/05/2007 – Si è aperta ieri negli spazi della Nuova Fiera di Milano, la terza edizione di EIRE - Expo Italia Real Estate ( www.italiarealestate.it ), la principale manifestazione fieristica italiana dedicata al settore immobiliare, che si concluderà venerdì 25 maggio. La rassegna vede la partecipazione di circa 350 espositori, tra società quotate, developer, fondi immobiliari, banche, studi di architettura, società di servizi immobiliari e di servizi tecnici, editoria specializzata e associazioni di categoria. Significativa anche la presenza di operatori stranieri provenienti da Bulgaria, Emirati Arabi Uniti, Germania, Inghilterra, Marocco, Olanda, Serbia, Stati Uniti e Turchia. Durante i quattro giorni della manifestazione, oltre alle occasioni di business, ci saranno diversi momenti dedicati all’approfondimento, con quattro convegni istituzionali e circa 40 seminari, tenuti da esperti italiani e internazionali. Al convegno di apertura, dedicato al recupero delle aree industriali dismesse, sono intervenuti il presidente della Camera Fausto Bertinotti, il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, i sindaci di Milano Letizia Moratti, di Roma Walter Veltroni, di Venezia Massimo Cacciari, di Bari Michele Emiliano e il vice sindaco di Toronto Joe Pantalone. Il convegno inaugurale è stato anche l’occasione per presentare uno studio condotto dal Centro di Economia Regionale, dei Trasporti e del Turismo (Certet) dell’università Bocconi di Milano, che ha valutato l’impatto che gli interventi di riconversione delle aree industriali dismesse hanno avuto sull’economia reale delle città italiane. Gli investimenti diretti e indiretti, legati ai processi di trasformazione delle grandi superfici urbane, un tempo destinate a capannoni e impianti, hanno movimentato – secondo lo studio della Bocconi – 24 miliardi di euro e hanno generato nel tessuto socioeconomico delle sette città in esame (Torino, Genova, Milano, Venezia, Firenze, Roma e Napoli) una ricaduta di 62 miliardi. Oltre a sottolineare la portata innovatrice sotto il profilo architettonico delle conversioni delle aree industriali dismesse, grazie alla diffusione dei concorsi internazionali di idee, il Certet rileva che questi interventi hanno dato una forte spinta alla modifica degli strumenti legislativi e urbanistici, traghettandoli verso una maggiore integrazione tra amministrazione pubblica e operatori privati. È proprio di quest’ultimo decennio - evidenzia lo studio - il ricorso più intensivo agli accordi di programma, ai piani integrati di intervento e alle società di trasformazione urbana. Sono stati presentati alcuni grandi interventi infrastrutturali ed immobiliari in fase di realizzazione in diverse città italiane. La Liguria mette in mostra il waterfront di Renzo Piano, il progetto di trasformazione delle aree delle Acciaierie di Cornigliano, il nuovo porticciolo di Baiaverde a Ospedaletti, la trasformazione dell’area di Marinella di Sarzana e altri progetti di recupero di aree industriali dismesse. Il Piemonte è all’Eire con Torino 2006 Olympic Park, gli impianti che hanno ospitato i XX Giochi, il masterplan dell’area ex Fiat Avio progettato da Massimiliano Fuksas e il grattacielo di Renzo Piano che caratterizzerà il nuovo skyline di Torino. Il capoluogo piemontese offre inoltre una serie di soluzioni per l’insediamento di aziende: il nuovo Business Research Center del Politecnico di Torino e il nuovo polo tecnologico di Torino, un sistema intergrato di attività produttive, ricerca e alta formazione universitaria, che verrà realizzato da Tne-Torino Nuova Economia nell’area di Mirafiori. Fonte: demaniore.com
© Riproduzione riservata

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui